Il Tirreno

Grosseto

«Noi avvocati di M5s lavoriamo gratis»

«Noi avvocati di M5s lavoriamo gratis»

Assistenza ai bisognosi, i quattro legali rispondono all’Aiga: la nostra è davvero come una missione

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GROSSETO. «Le nostre prestazioni sono gratuite, eccome se lo sono. E chi dice il contrario si assume le sue responsabilità».

Ai quattro avvocati che hanno promosso per il movimento M5s il progetto di assistenza ai bisognosi non è andato giù che la sezione Aiga, l’associazione giovani avvocati, abbia messo in dubbio questo aspetto parlando del proprio esposto presentato al consiglio di disciplina dell’Ordine. «L’ultima cosa che vogliamo - dicono Alessandro Camaiti e Claudio Cardoso anche per Claudio Fiori e Diletta Fusaro - è fare il muro contro muro nei confronti dei nostri colleghi. Ma su questo non possiamo transigere. Come se si volesse far passare il messaggio che le nostro iniziative siano fasulle». E così precisano: «Noi svolgiamo attività gratuita nei confronti del cliente, sia che rientri nelle condizioni del gratuito patrocinio (tra 0 e 10 mila euro, ma questo lo fanno tutti gli avvocati!), sia che rientrino nella fascia da 10 a 20 mila».

Cosa accade quando viene un possibile cliente da voi? «Innanzi tutto gli chiediamo se ha già un avvocato: se ce l’ha, o rimette il mandato e lo paga, oppure non se ne fa niente. In secondo luogo chiediamo il reddito, pretendiamo di vedere Unico, e lo pretenderemo ogni anno. Se ha i requisiti per il patrocinio gratuito gli diciamo che può andare da qualunque avvocato. Se tutte le condizioni sono rispettate, allora e solo allora gli facciamo firmare la convenzione. La gratuità è reale», insistono.

Secondo Camaiti e Cardoso, che parlano anche a nome dei colleghi, «lo Stato dovrebbe venire incontro a chi promuove una causa, invece di frapporre ostacoli. E guardate bene che oggi si può dire povero anche chi ha 14-18 mila euro di reddito».

Gratis, gratis, gratis: i legali che fanno riferimento a M5s lo ribadiscono fino allo sfinimento. «Noi la sentiamo come una missione. Abbiamo capito che possiamo fare davvero qualcosa per le persone e ce ne sentiamo gratificati. Si tratta di soddisfazioni personali che non hanno prezzo: c’è stato chi ci ha ringraziato, dicendoci che non sapeva se ammazzarsi o venire da noi».

E sulle accuse di accaparramento della clientela? «Preferiamo non rispondere qui, entreremo nel merito solamente nelle sedi opportune».

Pierluigi Sposato

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