Mozione “rinviata” Cinque Stelle all’attacco
GROSSETO. A spargere un po’ di veleno (politico) nella coda del consiglio comunale di metà novembre, ieri, non sono le tasse locali né la questione sicurezza in città, bensì un argomento all’apparenza...
GROSSETO. A spargere un po’ di veleno (politico) nella coda del consiglio comunale di metà novembre, ieri, non sono le tasse locali né la questione sicurezza in città, bensì un argomento all’apparenza “bipartisan”: la cittadinanza onoraria per il giudice antimafia Nino Di Matteo, che da anni vive sotto minaccia di morte.
Da tempo – diversi mesi ormai – è partita un’iniziativa nazionale per far conferire la cittadinanza onoraria al giudice, come atto di solidarietà e vicinanza da parte dei Comuni italiani al giudice. A Grosseto – già durante la consiliatura precedente – fu il Movimento Cinque Stelle a presentare una proposta di delibera che andava in quella direzione, ma – come ricorda l’ex candidato sindaco Giacomo Gori – «non fu mai discussa».
Ora i Cinque Stelle sono tornati alla carica, chiedendo che la mozione fosse discussa proprio nella seduta di ieri. Invece niente, l’atto non è stato iscritto all’ordine del giorno.
I pentastellati non hanno gradito e il capogruppo Emanuele Perugini, nel corso dell’assemblea, ha chiesto ragione di quel “rifiuto” al presidente del consiglio comunale, Andrea Pacella. E la risposta di Pacella ha fatto imbestialire i Cinque Stelle: «…mi è stata chiesta da parte dell’opposizione (area Pd) l’opportunità di non mettere all’ordine del giorno la delibera sulla cittadinanza onoraria a Nino Di Matteo prima del 4 di dicembre, data del referendum, perché il giudice Di Matteo si era espresso pubblicamente per il No e qualcuno ha fatto notare che forse non era il caso …».
Così Pacella nel video postato sul proprio profilo Facebook dallo stesso Gori. Il quale commenta con parole a dir poco esplicite: «È inaccettabile, è vergognoso».
Ma chi ha chiesto di cancellare dal consiglio di ieri la mozione su Di Matteo? «Di certo non il Pd né il Gruppo Mascagni Sindaco», assicura Lorenzo Mascagni. «Ho personalmente firmato, come tutti i capogruppo, quella mozione e smentisco categoricamente di aver chiesto che non fosse discussa in questa occasione».
E allora? E allora nessun mistero. «La richiesta l’ho avanzata io con Passione per Grosseto e non mi nascondo certo», dice il consigliere Rinaldo Carlicchi. «Anch’io – spiega Carlicchi – ho sottoscritto la mozione e resto d’accordo in pieno sulla cittadinanza onoraria. Ma visto che il giudice Di Matteo si è schierato per il “no” al referendum, ritengo che discutere proprio oggi, a tre settimane dal voto, di una mozione ferma da mesi avrebbe potuto dare la stura a strumentalizzazioni. Ho chiesto un rinvio al 6 dicembre e il presidente Pacella ha accolto subito la richiesta».
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