Proteste
Dragaggio del porto, è polemica
Il consigliere Aldi a Poccia: «Non spetta al Comune mettere risorse»
TALAMONE. Il dragaggio del porto di Talamone è tornato alla ribalta dopo la notizia che sono stati persi i 300.000 euro della Regione. A tornare sulla questione è Luca Aldi, consigliere di opposizione del Pd che rivolge al collega Ivan Poccia (di maggioranza) alcune domande. «Ha chiaro Poccia che non spetta al Comune mettere le risorse? Se pensa che spetti al Comune, in base a quali normative?» Aldi ripercorre la vicenda: il problema dei bassi fondali risale al 2014 quando la sindaca Monica Paffetti chiese l’intervento della Regione con cui, insieme alla Provincia, fu avviato un percorso per arrivare a un accordo di programma tra i tre enti per risolvere il problema. Fu coinvolto anche il Consorzio “Il Molo di Telamone” costituito da tutti i concessionari presenti nel porto, che commissionò uno studio di fattibilità preliminare che prevedesse le operazioni da svolgere e i relativi costi». Lo studio, messo a disposizione del Comune, prevede tre ipotesi di costi: una di 1.123.000 euro nel caso che il materiale possa essere riutilizzato tutto per il rinascimento dell’arenile; la seconda di 5.984.750 euro se parte del materiale dovesse andare in discariche autorizzate; la terza di 6.004.000 euro per il conferimento in parte nelle vasche di colmata Piombino. «Nel 2015 - continua Aldi - a cura dei concessionari è stato fatto lo studio per la caratterizzazione dei sedimenti che ha dato esito negativo sulla presenza di fattori inquinanti, per cui in teoria il materiale può essere tutto usato per il ripascimento con un costo minimo di 1.123.000 euro ma, se in parte deve essere posto in casse di calmata, il costo sarebbe assai superiore». Il consigliere fa notare come il costo minimo sia diventato di circa il doppio di quello inizialmente previsto dalla Regione e che per l’accordo di programma occorre che sia chiarito chi mette le risorse e che le stesse siano stanziate. Secondo la normativa a cui si fa riferimento «le funzioni di manutenzione sono attribuite ai Comuni ma le risorse le deve mettere la Regione. Poccia, per anni responsabile dell’Ufficio Marittimo e che ha trovato gli studi preliminari già effettuati, avrebbe dovuto avere già chiari i problemi e pronta la soluzione. Invece brancola nel buio». (i.a.)
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