Il Tirreno

Grosseto

Casa anziani: dietrofront Castell’Azzara insorge

di Fiora Bonelli
Casa anziani: dietrofront Castell’Azzara insorge

La Società della Salute rinuncia alla struttura di Selvena a causa dei costi La maggioranza denuncia: «Patti non rispettati, in fumo investimenti già fatti»

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CASTELL’AZZARA. Castell’Azzara scalpita perché sfuma il progetto della Casa del Minatore, promessa, al dire della maggioranza castellazzarese, dalla Società della salute.

La Casa del Minatore di Selvena è una struttura nata, accogliendo una richiesta storica avanzata dagli abitanti della frazione per dare un aiuto alle persone anziane. «All’epoca della ricerca dei finanziamenti, nel 2008-09, il Comune riuscì ad intercettare, in accordo con Asl e Sds, un contributo della Regione Toscana che, unito ad altre somme a disposizione del Comune, permise di iniziare i lavori – spiega la maggioranza guidata dal sindaco Fosco Fortunati – con il progetto di ampliare l’offerta di posti letto già presenti all’interno della residenza assistita Rosselli a Castell’Azzara e, tramite l’utilizzo di servizi comuni, quali mensa e lavanderia, ottimizzare i costi e abbassare il costo delle rette».

Il progetto fu approvato e sostenuto dagli allora dirigenti sia dell’Asl che della Sds, e molti furono gli incontri per realizzare gli spazi interni alla struttura, l’acquisto del mobilio. Il progetto era parte attiva del percorso legato all’agricoltura sociale perseguito dalla stessa SdS. Ma oggi pare che la Sds faccia marcia indietro e prenda le distanze dal progetto, proprio a lavori ultimati ed a struttura pronta. «Fa specie – osservano da Castell’Azzara – apprendere che gli impegni, assunti anche da sindaci che ancora oggi sono nella giunta della SdS, vengano disconosciuti. Fa male verificare che impegni tra gentiluomini, che a quel tempo erano vincolo e vanto della “politica”, abbiano oggi perso di valore».

E Castell’Azzara non condivide nemmeno le idee del presidente della Sds Claudio Franci. «La sua posizione appare del tutto non convincente – dice la maggioranza – laddove egli sostiene che un aumento dei posti letto, quale sarebbe quello derivante dall’integrazione della residenza assistita Rosselli con la Casa del Minatore, comporterebbe ulteriori costi a carico della SdS, essendo vero l’esatto contrario, cioè che l’ottimizzazione gestionale di alcuni servizi comporterà un abbassamento dei costi gestionali, come già avvenuto con l’ampliamento della Rosselli che comportò l’abbassamento del contributo a carico della Sds (da circa240.000 a 80.000 euro)».

E infine il gruppo consiliare di maggioranza «ritiene inaccettabili scelte politiche che rischiano di disperdere investimenti già fatti i quali darebbero risposte importanti ai bisogni dei cittadini «perché la Casa del minatore di Selvena non sia, e non debba essere, considerata alla pari di analoghe strutture territoriali».

Il presidente della Sds Franci, interpellato ieri dal Tirreno, fa sapere che interverrà sull’argomento domani.

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