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Grosseto

Tragedia in Catalogna Interviene l’ambasciatore

di Alfredo Faetti
Tragedia in Catalogna Interviene l’ambasciatore

Il legale della famiglia di Elena Maestrini incontra il diplomatico italiano a Madrid Impugnata ieri la sentenza con cui il giudice spagnolo archiviò l’indagine penale

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GAVORRANO. Le famiglie non saranno lasciate da sole nella loro battaglia. Lo ha detto chiaramente l’ambasciatore italiano a Madrid Stefano Sannino, ribadendo la volontà delle istituzioni nostrane a tenere alta l’attenzione sull’incidente che il 20 marzo costò la vita a tredici studentesse: stavano viaggiando su un autobus diretto da Barcellona a Valencia e tra loro c’era anche Elena Maestrini, 21enne di Bagno di Gavorrano.

È stata Cinzia Zanaboni, l’avvocato della famiglia Maestrini ad avere un incontro con Sannino, che non ha esitato ad esprimere il suo personale dissenso nei confronti della sentenza di archiviazione del procedimento penale, decisa dal tribunale di Amposta. Contro questa decisione proprio ieri è stata presentata un’opposizione da parte degli avvocati spagnoli per conto dei colleghi italiani. Ed è da qui che le famiglie vogliono ripartire: dalla certezza che la partita dal punto di vista penale non è ancora chiusa.

È stata una giornata importante quella di ieri per i genitori di Elena e per tutte le famiglie italiane che hanno perso la propria figlia nell’incidente in Catalogna. Importante perché, come ampiamente annunciato, è stato presentato l’atto di impugnazione della sentenza con cui il giudice di Amposta ha voluto archiviare il caso dal punto di vista penale – lasciando in piedi solo il procedimento civile – non avendo trovato a suo giudizio responsabilità oggettive, né nella condotta del conducente dell’autobus (che ancora non è stato ascoltato dagli investigatori spagnoli) né in terzi. Ad esempio, la società che gestisce il tratto autostradale dove è avvenuto l’incidente: le famiglie hanno molti dubbi, tra gestione e parametri di sicurezza.

È stata una giornata importante anche per l’incontro all’ambasciata, organizzato all’ultimo momento da Zanaboni. «L’ambasciatore mi ha ricevuto immediatamente – dice l’avvocatessa – e ha dimostrato grande disponibilità e partecipazione alla vicenda, che conosce nei minimi dettagli. L’ambasciatore è in costante contatto con tutti gli organi di competenza, mi ha confermato che l’ambasciata segue con molta attenzione il caso e che è stata informata immediatamente della richiesta di archiviazione e da allora ha lavorato senza sosta per sensibilizzare le autorità spagnole sulla vicenda, anche perché si è trattato di un provvedimento assolutamente inatteso».

È una prima risposta all’appello delle famiglie che, non appena emessa la sentenza di archiviazione, hanno richiesto il sostegno delle autorità italiane per mantenere in piedi il procedimento penale. «È stata una grave perdita per tutti noi – ha detto Sannino – e occorre lavorare perché queste cose non accadano mai più».

«L’ambasciatore – conclude Zanaboni – ha confermato la totale vicinanza dell’ambasciata e del consolato generale a Barcellona alle famiglie e ha assicurato che seguiranno la vicenda con la massima attenzione».

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