Il Tirreno

Grosseto

Protesta a Roma con 150 marittimi

di Andrea Capitani
Protesta a Roma con 150 marittimi

«Penalizzati rispetto agli altri Paesi» Oggi la manifestazione davanti al ministero

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PORTO SANTO STEFANO. Oltre 150 marittimi argentarini - e oltre un migliaio da tutta Italia - saranno presenti questa mattina a Roma di fronte al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel piazzale di Porta Pia. Armati di giubbotti di salvataggio, fischietti e striscioni, i naviganti protesteranno contro le interpretazioni del Ministero riguardo agli adeguamenti di Manila 2010, che vedono i marittimi italiani penalizzati rispetto a quelli degli altri paesi. Prosegue così, dopo il 3 febbraio scorso, la protesta per sollevare l’attenzione del Mit e rimettere mano alle leggi in materia di rinnovo dei certificati di navigazione, ma anche della separazione delle carriere nautiche del diporto da quelle delle imbarcazioni commerciali. «I comandanti e gli ufficiali italiani - sottolinea il coordinatore Luigi Scotto - sono anche obbligati da un’ultima circolare del Ministero a frequentare corsi di 300 ore per la coperta e 570 per la macchina che non siamo certi siano necessari, mentre prima li avrebbero dovuti fare solo i diplomati dal 2014 in poi. Adesso dopo una cattiva interpretazione del Ministero li devono fare tutti. I marittimi italiani chiedono di essere trattati come tutti gli altri del resto del mondo e anche di poter votare alle elezioni, cosa che al momento non è possibile fare quando si è a bordo. Inoltre, il lavoro marittimo deve essere riconosciuto come lavoro usurante: si sta fuori mesi senza vedere la famiglia. Vogliamo che il certificato del diporto diventi riconosciuto internazionalmente dall’Imo (International Maritime Organization)». Durante la manifestazione il Coordinamento Marittimi 3 Febbraio sarà ricevuto dal direttore generale del Ministero Enrico Maria Pujia, cui verranno spiegate i problemi dei naviganti. Il coordinatore Scotto è stato anche ricevuto, nei giorni scorsi, dal ministro Graziano Del Rio. «Ho fatto presente - dice Scotto - come le questioni della marineria italiana siano state gestite male dai tecnici del ministero e da un ufficio in particolare. Il ministro non era a conoscenza di tanti dettagli e ci ha detto che avrebbe preso in carico la questione. Gli è stato consegnato del materiale dove viene spiegato nel dettaglio quali sono le problematiche da risolvere».

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