Sicurezza
Diabete, un test lo prende in contropiede
Per un mese in farmacia e dal medico si può compilare un questionario per sapere se si è a rischio. E avviare la prevenzione
GROSSETO. Preferite il divano a una passeggiata? Guardate con disgusto a un piatto d’insalata e vi ingozzate di dolci e cibi grassi? Il vostro punto vita non è proprio di vespa e avete già spento 45 candeline sulla torta di compleanno? Occhio, il diabete è in agguato e per molti potrebbe già aver fatto breccia senza sintomi apparenti (diabete di tipo 2) e potrebbe aver iniziato già da anni a far danni. Quattro milioni di diabetici. Sono circa 4 milioni gli italiani che hanno il diabete (il 6,2 per cento della popolazione), ma si stima che un milione non sa di averlo e se ne accorga dopo anni, durante i quali convive con livelli alti di glicemia che provocano danni a vari organi. Alla fine ci si accorge dello scomodo “inquilino” quando si manifestano già le complicanze: problemi alla vista, ai reni, ai piedi, infarto, ictus, che si potrebbero benissimo prevenire.
Il questionario. Proprio per scoprire casi ancora non diagnosticati di diabete in ignari cittadini e giocare d’anticipo ha preso il via ieri, e durerà un mese, la campagna “Diabete, occhio al tuo stile di vita”, uno screening per capire se si rischia di diventare diabetici nei prossimi dieci anni, promosso in occasione della Giornata mondiale del diabete, che cade il 14 novembre, dalla Società italiana di medicina generale (Simg) con l’Ordine dei farmacisti di Grosseto, coinvolgendo la Diabetologia dell’ospedale Misericordia di Grosseto.
Otto domande. Nelle farmacie aderenti e negli studi dei medici di medicina generale è disponibile un questionario che chiede l’età, se si fa esercizio fisico almeno mezz’ora al giorno, se si mangiano frutta e verdura tutti i giorni, se si sono mai usati farmaci per la pressione alta, se si è mai avuta glicemia alta, se si hanno parenti diabetici. Chiede poi di misurare l’indice di massa corporea e la circonferenza della vita, perché il grasso a livello addominale è legato al diabete. Una volta compilato lo si consegna al medico o al farmacista. A seconda delle risposte si ottiene un punteggio: più alto è, più si ha possibilità di diventare diabetici nei successivi dieci anni. In questo caso scattano le contromisure. «Per chi è a rischio, sapere di esserlo è importantissimo per trovare delle soluzioni in grado di prevenire la malattia. Per chi si scopre diabetico, è ugualmente molto importante per evitare l’insorgere di complicanze», dice Loredana Rizzo, direttrice della Diabetologia dell’ospedale Misericordia.
Se ci si scopre diabetici. Se ci si scopre diabetici è importante instaurare il prima possibile un buon controllo della glicemia che costituisce il modo migliore per ridurre le complicanze, soprattutto quelle microvascolari come retinopatia, nefropatia e neuropatia.
Se si è a rischio: prevenzione. «Per quanto riguarda la prevenzione dell’insorgenza della malattia – prosegue Rizzo – un’alimentazione sana e l’esercizio fisico permettono di ridurre del 58-60% il rischio di diabete nelle persone più predisposte. Deve tenersi controllato chi è in sovrappeso specie se il grasso è localizzato nell’addome, chi conduce una vita sedentaria, chi ha in famiglia casi di diabete, le donne che hanno avuto il diabete gestazionale; attenzione anche a chi soffre di ipertensione arteriosa, intolleranza al glucosio o bassi livelli di colesterolo Hdl».
Stick glicemico dopo i 40 anni. La direttrice di Diabetologia raccomanda anche di controllarsi la glicemia. «Un controllo della glicemia è un esame semplice e dopo i 40 anni è doveroso controllarla ogni due, tre anni in rapporto al tipo di rischio», spiega.
Sos per bambini e giovani. Non devono abbassare la guardia, però, neanche i giovani e i giovanissimi. «Attenzione anche e soprattutto ai bambini e adolescenti – dice Rizzo – perché sta aumentando molto la prevalenza del diabete tipo 2 nei ragazzi giovani. Bisogna combattere la sedentarietà, puntare su una corretta alimentazione, preferendo cibi semplici, a Km zero, eliminando tutto ciò che è ricco di grassi, evitare di saltare i pasti a partire dalla prima colazione ed educare i più piccoli a svolgere una attività fisica in modo regolare, nella quotidianità». Fondamentale è, in questo caso, il ruolo dei genitori chiamati a educare i figli a una corretta alimentazione e a un corretto stile di vita.
Un lavoro in team. Le persone a rischio diabete non sono sole e la campagna “Diabete: occhio al tuo stile di vita” lo dimostra. Il questionario, come detto, si trova dal medico di medicina generale e dal farmacista. «Abbiamo inviato il questionario a tutte le circa 70 farmacie della provincia e stiamo raccogliendo adesioni», spiega Alfredo Discepoli, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Grosseto. In più, non solo la Diabetologia, ma anche i medici di medicina generale possono prendere in cura il paziente diabetico, quando questi presenti un buon controllo glicometabolico e non abbia complicanze croniche legate alla malattia (la Diabetologia continua a occuparsi dei casi complessi, del diabete in gravidanza, dei diabetici di tipo 1 e del monitoraggio del piede diabetico). «Non solo, ma il medico di medicina generale pratica una sanità detta “di iniziativa”, cioè chiama direttamente il paziente quando è necessario fare i controlli semestrali», spiega Andrea Salvetti, presidente della sezione provinciale della Simg.
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