Sicurezza
Cosa cambiare: la ricetta dell’esperto
Possiamo accontentarci del risultato? «Il 59° posto in classifica - spiega Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente - è un dato abbastanza positivo, se paragonato al risultato dello...
Possiamo accontentarci del risultato? «Il 59° posto in classifica - spiega Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente - è un dato abbastanza positivo, se paragonato al risultato dello scorso anno. Ma se guardiamo la classifica in termini assoluti, occorre senza dubbio un cambio di passo, in particolare, nelle politiche dei rifiuti, della mobilità e della gestione idrica. È fondamentale, quindi, dare seguito ad alcuni segnali positivi e cercare di diminuire le criticità, facendo tesoro dei modelli seguiti dai capoluoghi più virtuosi. È questo il caso della raccolta differenziata, dove, per raggiungere percentuali più elevate, come avviene a Verbania (86%) o Pordenone (85%), è necessario estendere il porta a porta e la raccolta differenziata spinta a tutta la città, ottimizzare la filiera della differenziazione e del recupero, favorendo lo sviluppo di economie circolari».
Per Gentili è necessario fare una riflessione sulle zone d’ambito, creando aree territoriali omogenee per una riorganizzazione dei servizi più rispondente ai bisogni delle comunità locali e agli interessi dei cittadini.
«È necessario, inoltre – conclude – nell’ambito della mobilità, in cui Grosseto registra un numero troppo elevato di auto per abitante, estendere le aree pedonali e le zone a traffico limitato, liberando il perimetro delle mura dalle auto e aumentando in maniera significativa le piste ciclabili e le Zone 30. Così come è prioritario intervenire sui consumi idrici e sulla dispersione della rete». (g.b.)
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