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Grosseto

Telecamere a scuola «Meglio i controlli e la professionalità»

GROSSETO. Sull’ipotesi di installare telecamere nelle scuole frequentate dai più piccoli per evitare abusi intervengono un’insegnante di scuola comunale dell’infanzia in servizio – Stefania Amarugi...

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GROSSETO. Sull’ipotesi di installare telecamere nelle scuole frequentate dai più piccoli per evitare abusi intervengono un’insegnante di scuola comunale dell’infanzia in servizio – Stefania Amarugi – e un’educatrice di asilo nido in pensione, Sabina Rombaldi.

«Gli articoli apparsi di recente sulla stampa locale – scrivono – ci hanno sollecitato alcune riflessioni. Cerchiamo di ragionare con freddezza su un tema che invece è molto caldo: non ci possa essere situazione che colpisca al cuore un genitore più fortemente che quella di pensare che il proprio bambino possa essere oggetto di maltrattamenti» inflitti poi (e questo è un aggravante) da «persone che operano all’interno della scuola, sorgente educativa insieme alla famiglia».

«Quando questi fatti vengono accertati – sottolineano le due insegnanti – ci deve essere la certezza della pena esemplare ed adeguata, e che non si limiti all’allontanamento o, peggio ancora, allo spostamento da un servizio all’altro. Questo vale anche nei casi di abusi su anziani o i disabili».

C’è però un problema secondo le due educatrici: «Che facciamo? Riempiamo la nostra città di telecamere? In una scuola dove le mettiamo? Nelle aule? Nei bagni? All’ingresso? Nel salone? E ci sono anche la stanza da pranzo, quella del sonno, i laboratori: ci può essere qualche angolo nascosto del giardino in cui un adulto a cui è saltata qualche valvola può trovare il modo di sfogare la propria violenza».

Il problema è un altro. «Il problema è – scrivono Amarugi e Rombaldi – che le istituzioni devono farsi garanti del fatto che all’interno di queste strutture venga introdotto personale qualificato e che periodicamente vengano fatti monitoraggi tramite visite non annunciate».

«I sistemi per garantire la serenità degli utenti – aggiungono le insegnanti – ci sono. Non pensiamo solo alla cosa più estrema: la violenza. È importante vigilare affinché, in questi servizi, il livello alto di cura e di professionalità sia sempre assicurato. È questo richiede da parte di chi ci amministra la consapevolezza più profonda del fondamentale ruolo che i servizi educativi rivestono nel percorso di crescita dei cittadini più piccoli».

Altro argomento: Iside che torna alla gestione del Comune. «Quando nacque – aggiungono – ci siamo schierate contro in quanto esternalizzazione, ma nel tempo ha esercitato molto bene il proprio compito. Dalle dichiarazioni sulla stampa sembrerebbe che la qualità dei servizi comunali non venga messa in discussione. Alle parole devono però seguire i fatti. Sta succedendo che educatrici e insegnanti vanno in pensione e i servizi comunali subiscono un restringimento o un cambiamento di gestione. È molto triste vedere un patrimonio della società disperdersi così».

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