Proteste
La Copaim è in liquidazione
Albinia, si cerca un cavaliere bianco che voglia investire nell’azienda e farsi carico di 140 dipendenti
ALBINIA. La Copaim è in liquidazione. Si apre così una nuova fase nel percorso di salvataggio dell’azienda che ha sede alle Topaie di Orbetello. Il prezzo di vendita della Copaim – che opera nel settore alimentare producendo prodotti gastronomici, vegetali e ittici e ha 140 dipendenti – è di 3 milioni e mezzo di euro. Le manifestazione di interesse per l’acquisto dell’azienda dovranno arrivare entro il 12 dicembre.
A maggio c’era stata una svolta: era stata annunciata dal presidente della capogruppo Maurizio Romiti dopo che la Copaim era stata ammessa al concordato: la Sapori e Gusto Italiani (Sgi), società per azioni di Milano aveva affittato un ramo d’azienda.
Che si sarebbe arrivati a un bando pubblico per la ricerca di un acquirente era la conseguenza del concordato preventivo. Il ramo d’azienda per il quale si ricercano compratori è quello concesso in affitto, appunto, alla Sgi che ha stipulato con Copaim un contratto di affitto di sei anni, in scadenza il 1° novembre 2021 a un canone di 480.000 euro all’anno.
Le difficoltà per lo stabilimento erano iniziate nel 2010. Poi nel 2012 ci fu l’alluvione che devastò Albinia, e che colpì anche la Copaim che faticò non poco a rialzarsi. La furia delle acque rese impraticabile il piano terra dove c’erano i magazzini con i prodotti confezionati e la produzione.
L’azienda riaprì a tempo di record, a febbraio, a meno di 90 giorni dalla catastrofe che distrusse tutto.
Riprendersi però dopo due milioni di euro di danni materiali e quattro milioni di mancate vendite (era il periodo di Natale) ha prodotto un forte impatto sulla stabilità dell’azienda.
Alla Copaim lavorano 140 dipendenti le cui sorti oggi preoccupano, anche se la ricerca di un cavaliere bianco punta proprio a tutelare sia il patrimonio industriale che le maestranze. Tra le condizioni dell’acquisto c’è infatti quella della prosecuzione del rapporto di lavoro con tutti gli addetti. I dipendenti finirono già tutti in cassa integrazione subito dopo l’alluvione quando la produzione, inevitabilmente, si fermò.
Il mercato c’è: l’industria alimentare al momento della firma dell’affitto alla Sapori e Gusti Italiani aveva un fatturato 2015 di quasi 24 milioni di euro; Romiti puntava a triplicarlo con l’intento anche di nuove assunzioni.
Oggi però l’impegno più pressante è quello di trovare un acquirente disposto anche ad investimento in uno stabilimento che fu fiore all’occhiello del territorio.
La liquidazione riguarda anche gli stabilimenti di Massa e Cozzile in provincia di Pistoia dove si produce pasta fresca. La Copaim aveva avviato, alcuni anni fa, una produzione di prodotti freschi rilevando un’impresa pistoiese molto conosciuta con il marchio Zucconi per la produzione di prodotti a pasta fresca; il marchio venne successivamente commercializzato dalla stessa Copaim per le produzioni realizzate nello stabilimento di Massa e Cozzile.
Non resta che attendere che qualcuno si faccia avanti.
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