Il dolore
Dall’alluvione al sisma, il cuoco dal cuore d’oro
Gianni Ficulle di Albinia ha messo a tavola 150 sfollati: «A pranzo si condividono pene e sorrisi»
ALBINIA. Penne al tonno e vitello all’inglese con verdure al forno. Sono questi i primi piatti che Gianni Ficulle, cuoco albiniese, ha cucinato ai 150 sfollati che sabato erano nelle tende in un campo di accoglienza in provincia di Macerata.
Ficulle è partito carico di prodotti locali messi a disposizione dalla ex Copaim e con oggetti donati dai privati che ha subito distribuito a chi ne aveva bisogno. Fa freddo nel campo che ospita Ficulle e chi ha la casa non agibile.
Gianni è partito da Albinia, dove ha un suo ristorante, con un mezzo messo a disposizione dalla locale Misericordia e dal coordinatore provinciale della Protezione civile, Valentino Bisconti. Per lui era il primo giorno della sua nuova avventura: la gestione della cucina da campo e la responsabilità del vettovagliamento. Sabato era però anche il 12 novembre, l’anniversario dell’alluvione di Albinia. In quei tragici giorni, il cuoco si trovò a fare la stessa cosa che adesso sta facendo per i terremotati: cucinare per chi aveva perso tutto. In quel caso però, era nella sua terra. I visi erano conosciuti, erano gli amici, persone a cui era legato.
Da sabato Ficulle sta facendo ciò che sa fare meglio nella vita, cucinare, e lo fa per perfetti sconosciuti che come gli alluvionati hanno perso tutto.
«Anzi – sottolinea – qui è ancora peggio perché per molti le case non esistono più; noi almeno le abbiamo dovute solo ripulire. Sono felice dell’incarico che mi hanno dato».
Appena arrivato lo chef si è messo subito ai fornelli. «Mi ricordo che ad Albinia durante l’alluvione – dice – il momento del pranzo era l’occasione per non pensare a quanto era successo, stare insieme ad altre persone, dividere le pena ma anche un sorriso». Ficulle vorrebbe riuscire a fare questo, nutrire il corpo ma anche lo spirito dei terremotati provati dal dolore, dallo sconforto e anche dalla paura delle continue scosse. «Qui fa freddo – continua – arrivati all’altezza di Colfiorito abbiamo trovato una nevicata». Ficulle ha subito cucinato quello che aveva. «Avevo con me del tonno buonissimo – dice – e ho fatto delle pennette che alcune persone hanno preso più di una volta».
Lo stesso slancio di generosità lo hanno i volontari della Misericordia di Albinia. Presto alcuni di loro ripartiranno portando ai terremotati ciò di cui avranno bisogno per affrontare un lungo inverno fuori dalle loro case.
Ivana Agostini
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