Il Tirreno

Grosseto

Strapiombi nel vuoto e niente protezioni

Francesca Ferri
L'incredibile "affaccio" sul vuoto di via Amiata nella breccia della cinta muraria davanti al carcere (foto Agenzia Bf)
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L'incredibile "affaccio" sul vuoto di via Amiata nella breccia della cinta muraria davanti al carcere (foto Agenzia Bf)

Viaggio tra le “trappole” dei 3 chilometri delle Mura. Il Comune: «Sistemare costa». E il tratto interno non è neanche censito

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GROSSETO. Costruite per proteggere la città dalle incursioni nemiche, dopo mezzo millennio, più che proteggere, le Mura medicee di Grosseto sembrano un mastodontico pericolo per chi le frequenta. Centrale di spaccio di droga alla luce del sole, l’esagono cittadino è pieno di insidie anche per chi voglia salirvi solo per una passeggiata.

La mattina di sabato 12 novembre Il Tirreno ha fatto il giro dei tre chilometri di percorso per verificare se, oltre al punto dove è precipitata la sedicenne, ci siano altre zone non protette.

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Non è certo la prima volta che il giornale denuncia la situazione di degrado, abbandono e pericolo di alcuni tratti. Ieri mattina la sconfortante conferma che la situazione non è mai migliorata.

Il vuoto sulla breccia. Il punto sicuramente più pericoloso è la fine del percorso dal bastione Maiano verso il Cassero, che si interrompe davanti al carcere. Qui, come noto, c’è una breccia risalente agli anni Venti da cui passa via Amiata.

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Quasi cento anni sono passati eppure a nessuno è mai venuto in mente che l’affaccio sul vuoto, a strapiombo sulla via, senza ombra di recinzioni, né cartelli che indichino il pericolo, possa essere una trappola per chi si avventuri in questo angolo. Che è sì defilato rispetto al percorso principale, ma perfettamente e facilmente raggiungibile. E non è un mistero che al calar del sole le Mura siano frequentate da chi è proprio alla ricerca di posti appartati e nascosti, chi per qualche momento di intimità, chi per acquistare o consumare droga.

Lo scivolo che non ti aspetti. Non solo le opere di un secolo fa, ma anche quelle più recenti presentano le loro insidie. Sulle Mura vicino a Porta Vecchia c’è un pericoloso scivolo che costeggia un muro e finisce già in via Mazzini. Anche qui nessuna barriera che impedisca l’accesso.

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Il cordolo interrotto. Un parapetto che rispetti le norme di sicurezza deve essere alto un metro. In molti punti delle Mura il parapetto non arriva a questa altezza e in alcune zone è molto, molto più basso. Tant’è che il Comune di Grosseto da tre anni lavora alla messa in sicurezza applicando un cordolo in corten – forma e materiale sono stati concordati con la Soprintendenza – per garantire la protezione di un metro dove necessario. Uno dei tratti bonificati è quello di Porta Vecchia. Eppure, anche qui, il lato sistemato è solo quello che dà all’esterno e comunque a un tratto il cordolo si interrompe. Perché?

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Il Comune: «Costa troppo». «Il Comune di Grosseto ha steso negli anni passati circa 300-400 metri di cordolo in corten per arrivare al livello di sicurezza di un metro nei punti più frequentati – spiegano dal Comune – ma ci sono ancora diverse centinaia di metri da sistemare. Tuttavia si può procedere più o meno per circa 100 metri di intervento all’anno, a seconda delle disponibilità economiche visto il costo importante del materiale, che è di 700 euro al metro lineare». Il progetto per sistemare tutto l’esagono c’è, «ma sarà portato a compimento solo quando ci saranno i soldi».

«Censito solo il lato esterno». “Portare a compimento”, significa, per il Comune bonificare solo il parapetto esterno. Ieri la conferma che, come spiegano dall’ente, il Comune ha il rilievo di tutti i parapetti ma non delle spallette e dei punti pericolosi che danno sul terrapieno interno. «Dove non c'è il muro non è censito, non è contemplato», spiega il Comune. Eppure delle quattro persone cadute negli ultimi undici anni dalle Mura ben tre sono volate giù dalla parte interna. «All’ingresso delle Mura è affisso un cartello con scritto che è pericoloso sporgersi e di fare attenzione – spiegano ancora da Comune –. Non dimentichiamo che è pur sempre un monumento». Monumento sì, ma per i grossetani è soprattutto un grande parco dove passeggiare e andare in bicicletta. E dove si ha diritto a girare in sicurezza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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