Sicurezza
Tragedia Erasmus, incontro con l’ambasciatore a Madrid
GAVORRANO. Sarà un incontro per capire come muoversi dopo la sentenza di Amposta e quali margini ci siano per riaprire la partita. Sarà un incontro informale, ma che permetterà di capire quale...
GAVORRANO. Sarà un incontro per capire come muoversi dopo la sentenza di Amposta e quali margini ci siano per riaprire la partita. Sarà un incontro informale, ma che permetterà di capire quale supporto le autorità italiane possono dare alle sette famiglie italiane coinvolte nella tragedia in Catalogna: nell’incidente stradale in cui persero la vita tredici studentesse Erasmus, tra 19 e 25 anni, e che viaggiavano sul pullman maledetto. È con questo spirito che oggi il legale della famiglia di Elena Maestrini (nella foto) – la ragazza di 21 anni di Bagno di Gavorrano vittima nell’incidente – incontrerà l’ambasciatore italiano a Madrid: l’avvocato cercherà di capire se la richiesta avanzata dall’associazione Genitori Generazione Erasmus-Per Non Dimenticare troverà l’appoggio delle istituzioni richiesto dopo la sentenza di archiviazione del processo penale sulla tragedia.
Si tratta di un’archiviazione contro cui, sia il pubblico ministero spagnolo sia l’associazione delle vittime, ha già annunciato ricorso. L’incontro con l’ambasciatore a Madrid servirà anche per capire se è possibile allargare l’istruttoria: le famiglie sono convinte che le eventuali responsabilità dell’accaduto non siano da ricondurre per intero al conducente del mezzo, ma anche alla società che gestisce quel tratto autostradale, ritenuto poco sicuro. Tra le due corsie non c’è alcun guardrail – che forse avrebbe potuto attutire l’impatto l’incidente – ma una fossa profonda circa 40 centimetri: sarebbe stata proprio questa, nello sbandamento del mezzo, a portarlo allo schianto. Sono questi gli aspetti di una partita da riaprire, per cui l’avvocato rinnoverà l’appello alle autorità italiane per un supporto nel ricorso. Motivi per essere fiduciosi non mancano, visto l’intervento sul caso di dieci giorni fa del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha chiesto all’Europa «una cornice di sempre maggiore sicurezza» per i ragazzi che studiano e partecipano a progetti educativi all’estero. (a.f.)
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