La manifestazione
«Nell’Ato più poteri ai sindaci»
Bellumori (Capalbio) interviene all’assemblea e chiede una verifica interna
CAPALBIO. Che il sistema non funzionasse i sindaci lo dicevano da tempo. Tassa dei rifiuti troppo alta e servizio carente. In prima linea nella battaglia per una gestione dei rifiuti più equa c’è sempre stato, tra gli altri, il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori. Che, alla luce dell’arresto del direttore dell’Ato Andrea Corti nell’ambito dell’inchiesta della procura di Firenze sulla maxigara d’appalto, nel suo intervento all’assemblea dell’Ato convocata d’urgenza, invita a una riflessione e fa una richiesta: rivedere le regole e dare più peso alle decisioni dei sindaci.
«La vicenda lascia sgomenti, interdetti e non privi di imbarazzo – ha detto Bellumori –. Tralascio le considerazioni circa il contenuto delle intercettazioni. È necessario però che Ato possa svolgere le funzioni che la legge gli attribuisce». Come? Rivedendo le regole.
«La circostanza – prosegue Bellumori – mi fa riflettere e deve farci riflettere, circa la debolezza dei sindaci in una struttura, l’Ambito ottimale, che si affida a una singola figura può avere in contesti gestionali così complessi... I sindaci che hanno la responsabilità gestionale del servizio, devono poter effettuare tutte le verifiche sul contratto di servizio e anche su tutte le fasi antecedenti e successive alla stipula del contratto di servizio medesimo. Al di là del caso in specie, il Comune di Capalbio e l’intera area omogenea a sud di Grosseto già dal 2014 avevano richiesto al presidente una verifica delle regole e circa la disparità del peso delle decisioni dei comuni con sede di impianto e i capoluoghi di provincia. Sempre inascoltati».
Bellumori chiede di rivedere all’interno dello statuto il tema del controllo delle attività generali. «Un controllo del quale la Regione Toscana non può e non deve esimersi. Oggi ritengo che la Regione Toscana avrebbe dovuto essere presente in assemblea», dice Bellumori.
«La magistratura faccia il suo lavoro – ha concluso Bellumori – ma auspicherei anche che internamente si proceda senza indugi a una verifica anche con l’ausilio dell’Avvocatura regionale delle carte e dei documenti che hanno condotto alla gara».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
