Sicurezza
Comitato di garanzia Bolici: «Fraintese le mie dichiarazioni»
La segretaria generale del Comune di Follonica risponde dopo le accuse di essersi auto-nominata alla guida dell’assise
FOLLONICA. Non si placa la bagarre sul fronte caldo del Comitato unico di garanzia (Cug). «Non mi sono mai nominata presidente» interviene la segretaria generale del Comune di Follonica Stefania Bolici, che così risponde alle domande dell’opposizione sulla lettera di dimissioni dei tre membri del Cug, organo interno al municipio che deve tutelare il benessere dei dipendenti e vigilare sulle possibili discriminazioni di genere. La risposta arriva durante la prima commissione consiliare convocata dalla presidente Francesca Stella, proprio per approfondire la vicenda.
La nota in cui comunicavano la conclusione del loro incarico, inviata al consiglio comunale dai tre funzionari nei giorni scorsi, parlava infatti sia di ritardi nella nomina del quarto componente dell’assise (compito che spetta all’amministrazione) che, nel contempo, dell’elezione del presidente del gruppo, dopo che l’impiegato che ricopriva quel ruolo, andando in pensione, aveva lasciato libero l’incarico.
«Nell’incontro di settembre – si legge nella lettera di dimissioni dei funzionari – proprio la segretaria generale ha comunicato di essere lei stessa presidente del Cug, al posto del dimissionario Roberto Zappa. Ma le norme prevedono l’elezione del presidente da parte dei membri del Comitato unico di garanzia, elezioni che non ci sono state». Questo è il passaggio della lettera di dimissioni che la segretaria ha invece contestato durante la commissione consiliare.
«Ho solo fatto una affermazione che è stata estrapolata dal contesto – ribatte Bolici – ma non mi sono mai auto-nominata. Non ho mai asserito di essere il presidente ho solo detto: “Io sono quella che deve nominare il Cug, quindi è come se fossi il presidente” – ha precisato Bolici, dopo le domande poste dal M5s e da Fratelli d’Italia – Ammetto che ci sia stato un ritardo nella nomina del quarto componente, ma non mi sono mai nominata presidente del comitato. In quella lettera ci sono delle imprecisioni: anche sulle sollecitazioni dei componenti, devo dire che l’unica che a me ha fatto presente la questione è stata l’assessora Mirjam Giorgieri».
Alla commissione i membri del Cug non sono stati invitati, quindi non c’è stato contraddittorio: un solo dipendente, del comitato, era in platea, ma ha preferito non intervenire data l’assenza dei colleghi. Proprio su questo aspetto si sono soffermate le opposizioni che hanno chiesto in più occasioni alla presidente Stella di convocare una nuova commissione, invitando anche i dimissionari dell’assise visto che le versioni di quanto accaduto delle parti coinvolte sono differenti.
L’assessora Giorgieri, nonostante il visibile imbarazzo per trovarsi in mezzo a due fuochi (dipendenti e segretaria generale), ha assicurato ai presenti di impegnarsi affinché al più presto sia nominato un nuovo comitato (o magari riconfermato il vecchio), in modo che l’organo inizi a lavorare seriamente su quelli che sono i rapporti interpersonali tra i dipendenti dell’amministrazione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google