Sicurezza
Bus pieni e corse saltate La denuncia dei genitori
Raggiungere Follonica da Valpiana per gli studenti è diventato un terno al lotto Le famiglie: «Viviamo con il timore che siano lasciati in mezzo alla strada»
MASSA MARITTIMA. Ogni mattina la stessa storia. L’autobus arriva ma è già stracolmo di ragazzi: e non c’è possibilità di sedersi sulle poltroncine, dato che sono tutte occupate; i più fortunati, possono sedersi sugli scalini all’entrata del mezzo. Alcuni giorni va anche peggio: capita che l’autobus tiri dritti, avendo esaurito tutto lo spazio disponibile all’interno, e che la corsa bis cambi strada, lasciando i ragazzi a terra.
Disagi quotidiani a prezzo pieno. E i genitori degli studenti sbottano: «Visto che paghiamo un abbonamento per intero – scrivono in una lettera inviata alla Tiemme, sede di Grosseto – gradiremmo un servizio nel rispetto dei termini previsti». Nella comunicazione all’azienda del trasporto pubblico le famiglie di Valpiana chiedono una risposta per questa situazione che pone anche problemi di sicurezza.
Problemi e disagi ci sono dunque sulla linea Valpiana-Follonica e riguarda tutti gli studenti che dalla frazione massetana vanno a lezione nelle scuole sul golfo. Studenti sfortunati, perché quando arriva il momento di salire sull’autobus, i posti sono già tutti occupati dai coetanei che prendono il mezzo dal capolinea, ossia da Massa Marittima.
Gli effetti della situazione sono ben descritti nella lettera che i genitori hanno inviato alla Tiemme. «Ogni mattina – continua la loro denuncia – gli autobus arrivano a Valpiana già stracolmi, senza posti a sedere. Spesso non si può accedere nemmeno al corridoio; e i ragazzi sono costretti a sostare per l’intero viaggio sugli scalini: è a rischio la loro incolumità in barba alle più elementari norme di sicurezza».
Il problema c’è soprattutto per gli studenti diretti a Follonica, ma che riguarda anche quelli che da Valpiana raggiungono gli istituti a Massa Marittima.
E se questa è la routine per i ragazzi della frazione, alcune mattine capitano disagi disagi ancora maggiori. «Altre volte – continuano i genitori – è successo che il conducente del mezzo salti la fermata, giustamente, perché ritiene che l’autobus abbia raggiunto la capienza massima. Ma il collega dell’autobus incaricato di effettuare la corsa bis, di sua iniziativa, invece di attraversare il paese, transita per la variante, lasciando a terra i ragazzi e quanti altri siano presenti alla fermata, obbligando noi genitori o altri familiari a intervenire con mezzi propri per accompagnarli a scuola».
La lettera dei genitori manda un messaggio chiaro alla società dei trasporti: «Non pretendiamo ogni giorno posti a sedere per tutti – scrivono – ma la certezza di un trasporto sicuro; ogni giorno viviamo con il dubbio che i nostri figli siano rimasti in mezzo alla strada».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
