«Riprendiamoci i servizi di raccolta»
I Comuni guidati dal centrodestra fanno fronte unico, Barbagli chiede la costituzione di parte civile
I Comuni di Grosseto, Orbetello, Monte Argentario, Magliano in Toscana e Isola del Giglio sono preoccupati per il futuro della gestione dei rifiuti in area vasta. Con l'obiettivo comune di scongiurare l'interruzione del servizio, di tutelare i cittadini e di garantire la qualità delle politiche ambientali, le amministrazioni rinnovano le loro perplessità sull'efficacia delle politiche di area vasta omogenea perché fortemente penalizzanti delle periferie territoriali e drammaticamente limitanti del potere di verifica e intervento diretto dei sindaci nel controllo dei concessionari.
Per i Comuni sopra menzionati, l'episodio giudiziario rappresenta l'ennesimo esempio del fallimento delle politiche di area vasta caratterizzate da un preoccupante concentramento di potere; politiche che, tra l'altro, hanno causato un immotivato raddoppiamento delle tariffe ed un vistoso peggioramento della qualità del servizio, imputabile a gestioni di Ato che vengono da lontano, rispetto alle quali, con la rinnovata presidenza del maggio scorso, si intravede l'auspicato segnale di discontinuità.
I Comuni, infine, valuteranno l'ipotesi di riappropriarsi della gestione diretta dei servizi di spazzamento e di raccolta dei rifiuti. Questo nell'ottica di un efficentamento generale delle politiche ambientali e di una sensibile riduzione dei costi.
Intanto, Comune dopo Comune, sono diverse le reazioni registrate in maremma. Il gruppo di minoranza A/ gente comune di Cinigiano guidato da Giovanni Barbagli presenta una mozione con cui chiede al sindaco «di tutelare gli interessi del comune e dei cittadini e di costituirsi alla fine delle indagini preliminari e comunque alla prima udienza processuale, parte civile nel processo che si terrà a carico del direttore di Ato sud Andrea Corti». Ma c'è di più: perché se il Comune di Cinigiano non approverà la mozione, la minoranza è intenzionata a portare avanti comunque l'iniziativa di costituirsi, come gruppo di cittadini portatori di interessi diffusi, parte civile contro Ato sud Toscana.
Anche da Sorano, il sindaco Carla Benocci chiede che vengano prese iniziative urgenti. «Non deve essere escluso - dice - il ricorso al commissariamento dell'Ato, oltre alle necessarie verifiche interne e quanto comunque serve prima di tutto per tutelare i cittadini utenti, gli addetti al ciclo dei rifiuti e i Comuni che fanno parte delle province di Grosseto, Siena e Arezzo che fanno parte dell'Ato. Non va dimenticato che da oltre due anni, in particolare i comuni della zona sud della provincia di Grosseto hanno manifestato nelle varie sedi, compresa l'assemblea dell'Ato, contrarietà ai costi elevati di tali servizi , erogati, direttamente o indirettamente da Sei e, spesso, alla non rispondenza della qualità di tali servizi con i loro costi».
Da Manciano, a intervenire è l’assessore all’Ambiente Antonio Camillo. «Fin dall'inizio della gestione dell’Ato il nostro Comune ha denunciato quello che non andava nella raccolta dei rifiuti - dice - denunciando un sistema che ha portato ad un aumento importante dei costi a carico dei cittadini, senza miglioramenti del servizio e senza aumenti delle percentuali di raccolta differenziata. Bisogna ora ridare forza al potere decisionale dei sindaci, implementando e incentivando le raccolte domiciliari, anche attraverso una profonda revisione del sistema impiantistico. Tutto ciò consentirebbe, nel volgere di pochi anni, di portare la nostra Regione, così virtuosa ed apprezzata per altri aspetti, ai livelli di civiltà e legalità richiesti dalla Comunità europea».
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