Sicurezza
Lavoro, arrivano 200.000 euro
Avviso pubblico per la concessione di fondi anticrisi dall’Europa
MONTE AMIATA. È stato pubblicato da due giorni sul Burt, il bollettino ufficiale della Regione, l’avviso pubblico sulla concessione di finanziamenti per progetti formativi (presentati da agenzie formative accreditate, imprese) rivolti a lavoratori di imprese localizzate nelle aree di crisi non solo di Livorno (comuni di Livorno, Collesalvetti e Rosignano Marittimo) ma anche dell’Amiata (comuni di Abbadia San Salvatore, Castiglion d’Orcia, Piancastagnaio, Radicofani, San Quirico d’Orcia, Arcidosso, Castel del Piano, Castell’Azzara, Cinigiano, Roccalbegna, Santa Fiora, Seggiano, Semproniano).
«L’obiettivo è favorire la permanenza al lavoro e la ricollocazione di lavoratori coinvolti in situazioni di crisi (settoriali e di grandi aziende) collegate a piani di riconversione e ristrutturazione aziendale» sottolinea l’assessora al lavoro Cristina Grieco. Le domande possono essere presentate fin da ora entro le ore 13 del prossimo 23 dicembre. Nel caso in cui dovessero restare risorse disponibili, dopo l’approvazione delle graduatorie dei progetti presentati alla scadenza del 23 dicembre sono previste fino ad esaurimento delle risorse stesse due ulteriori scadenze per la presentazione delle domande: il 31 marzo e il 30 giugno 2017.
Per l’attuazione del provvedimento è disponibile la cifra complessiva di 700mila euro, di cui 200mila euro per il finanziamento di progetti di formazione che coinvolgano lavoratori di imprese localizzate nell’area di crisi dell'Amiata.
I progetti presentati sull'area di crisi di dell’Amiata sono finanziabili per un importo non superiore a 60mila e non inferiore a 20mila euro.
Al primo gruppo di interventi ammissibili devono fare riferimento piani formativi, supportati da accordi sindacali, diretti alla qualificazione, alla riqualificazione o all’aggiornamento di lavoratori neoassunti (con contratto a tempo indeterminato da almeno sei mesi) in un’impresa destinataria localizzata in un’area di crisi, sulle tematiche inerenti l'attività produttiva oggetto dell'impresa medesima. È prevista anche una quota residuale per occupati non neoassunti.
In un secondo gruppo devono essere invece presentati quei piani formativi, supportati da accordi sindacali, finalizzati alla riqualificazione di lavoratori di imprese localizzate in aree di crisi, comprese quelle appartenenti al settore dei servizi, che attuano programmi di riconversione produttiva. Il programma di riconversione produttiva deve prevedere la riqualificazione di almeno 5 lavoratori. Nel caso di più imprese destinatarie il minimo di 5 lavoratori deve essere assicurato da almeno una delle imprese.
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