Il Tirreno

Grosseto

Investe il gatto, riceve minacce di morte

di Elisabetta Giorgi

Guidava l’auto che travolse Luciano: «Non me n’ero accorta, sono mortificata». Contro di lei messaggi minatori choc

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GROSSETO. Giorni fa ha investito e ucciso un gatto in centro storico e non si è fermata; oggi è travolta da messaggi minacciosi. Sia sulla piazza virtuale di Facebook che in quella reale davanti di San Francesco, la rabbia di parecchi grossetani è traboccata in decine di messaggi minatori seminati in centro, vicino alla casa o all’auto dell’investitrice. Oscure minacce rivolte a lei nella speranza che faccia la stessa fine del felino; avvertimenti e intimidazioni lasciati da mani anonime e che hanno passato il segno.

La storia riporta alla settimana scorsa, quando Luciano, il gatto rosso “mascotte” del centro storico, è stato investito e ucciso da un’auto che non si è fermata. Al volante c’era una ragazza di 29 anni che abita in zona e che è stata riconosciuta praticamente da tutti; in poco tempo si è sparsa la voce che l’investitrice fosse lei e così, mentre una parte di abitanti, commercianti e animalisti si dispiaceva in maniera commossa e sincera, in altri ha prevalso un istinto rabbioso, mosso dalla “certezza assoluta” - fondata su basi ignote - che la guidatrice si fosse accorta di aver travolto l’animale, scegliendo di non fermarsi. La Municipale ha acquisito le immagini delle telecamere e rilevando la targa ha multato la ragazza.

Intanto la storia intanto ha fatto il giro del quartiere e del web. E in centro sono spuntati cartelli. «Cara stro.. che hai investito il gatto Luciano - è scritto - ci auguriamo tutti di cuore che succeda presto anche a te o a qualcuno dei tuoi familiari di venire investito ed essere abbandonato agonizzante sul ciglio della strada. Firmato, gli amici del gatto Luciano». Ora, «benché messaggi del genere non facciano in maniera esplicita il mio nome - precisa la ragazza - sono chiaramente riferiti a me dato che tutti hanno saputo che ero io alla guida. Voglio però spiegare a tutti che io sono sinceramente mortificata per quello che è successo ma quel giorno in auto non mi sono accorta di quello che è successo. Io ho due cani, non farei mai del male agli animali e sono dispiaciuta per questo povero animale, ma ripeto che non me ne sono accorta in nessun modo. La gente non ci crede ma è così; forse il pavimento ciottoloso del centro ha fatto sì che rumori o buche confondessero il tutto. Non so spiegare, fatto sta che sono mortificata ma anche scioccata per i messaggi letti, e riferiti a me e alla mia famiglia. In queste ore sono andata a parlare con le persone del centro che amavano Luciano; spero di essere compresa».

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