Attenzione
Gli “acchiappafantasmi” alla ricerca di Buffalo Bill
La National Ghost Uncover a Grosseto per verificare alcune segnalazioni sulla presenza “spiritica” del mitico cow boy: «Eseguiamo solo controlli tecnici»
GROSSETO. Un fantasma aleggia su Grosseto. E, cosa ancor più intrigante, l’apparizione avrebbe un nome: sarebbe nientepopodimenoché lo spettro di Buffalo Bill, che alcuni avrebbero visto palesarsi nel centro storico di Grosseto.
Un’occasione da non perdere per “l’acchiappafantasmi” Massimo Merendi, che insieme al suo collega Gianfranco Morgagni si è da subito interessato al caso, giungendo sul luogo degli avvistamenti con abbigliamento e rilevatori appositi.
Merendi e Morgagni fanno parte della National Ghost Uncover, associazione fondata nel 2010 a Riccione dallo stesso Merendi e che ad oggi conta ben 96 soci in tutta Italia. Nella tarda mattinata di ieri si sono recati su uno dei luoghi dei presunti avvistamenti per effettuare controlli e per raccogliere la testimonianza diretta di alcuni grossetani.
«Ciò di cui ci occupiamo per prima cosa – racconta Merendi cercando di spiegare l’aspetto razionale di quella che molti possono considerare un gioco da burloni – è verificare che nella zona “sensibile”, quella dell’apparizione, non ci siano interferenze di campi elettrici o magnetici. Scongiurata questa eventualità, raccogliamo le testimonianze e, qualora ce ne fossero, le foto o le registrazioni effettuate dai presenti all’apparizione. Dal 2012 ad oggi abbiamo ascoltato 16 racconti sull’apparizione di Buffalo Bill, 9 dei quali provenienti dalla provincia di Grosseto; e tutti si trovano in accordo nel descriverlo come un “cow-boy, vestito e calzato alla maniera western”». Difficile del resto immaginarlo diversamente.
Sulle motivazioni che avrebbero potuto portare il cacciatore di buoi e showman statunitense a Grosseto, viene in aiuto una famosa leggenda, puntualmente ricordata dal “ghost hunter”. Buffalo Bill infatti, durante uno dei suoi Wild West Show che portò in Italia verso la fine dell’Ottocento, si cimentò nella sfida di montare i puledri maremmani in meno tempo di quanto i butteri avrebbero impiegato a montare i suoi. Sarebbero andate ben 500 lire (l’equivalente dello stipendio annuale di un buttero) a chi l’avesse battuto. Sconfitto da uno degli esperti cow-boy maremmani, Buffalo Bill abbandonò amareggiato questa terra, senza peraltro pagare la somma promessa in caso di sconfitta. Che sia tornato un secolo e mezzo dopo per risolvere il conto in sospeso?
Ma Buffalo Bill non è il solo ad essere stato segnalato in questi anni. «Dal 2010 – continua Merendi – ci sono state più di 1800 segnalazioni riguardanti, oltre ai fantasmi, anche ufo, licantropi, astronavi e persino un vampiro, residente nel Senese».
La National Ghost Uncover, in ogni caso, assicura di non rappresentare un gruppo di creduloni o di ciarlatani alla ricerca di visibilità. «La nostra associazione – dice il presidente – è articolata in due componenti: quella di chi crede a fenomeni paranormali o esoterici e quella scettica, di chi crede nella suggestione psicologica. Di conseguenza dobbiamo mediare queste diverse posizioni e il nostro fine non sarà quello di dimostrare l’esistenza dei fantasmi, ma semplicemente di raccogliere e documentare i vari casi con una strumentazione adeguata».
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