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Dottoressa assolta: «Incubo finito»

Dottoressa assolta: «Incubo finito»

L’ex dirigente della Asl era finita sotto accusa per stalking

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FIRENZE. Con la formula “il fatto non sussiste” è stata assolta in appello a Firenze la dottoressa Tosca Papalini, 66 anni, abitante a Sorano già dirigente del servizio Igiene e sanità pubblica della Asl 9 ad Arcidosso, in pensione dal 2007.

La fine di un lungo calvario per la dottoressa Papalini che era stata condannata nel 2013 a 8 mesi, dopo essere finita sotto processo per una sorta di mobbing (l’accusa era maltrattamenti) per cui era stata portata in giudizio da un’infermiera professionale. La quale aveva denunciato che dall’agosto 2004 al maggio 2006, sarebbe stata oggetto di vessazioni da parte della dottoressa Papalini: offesa, schernita, estromessa da certi corsi, privata delle ferie ed altro ancora dentro un quadro di «controllo arbitrario e vessatorio» esercitato su di lei dalla stessa dirigente. Fino all’accusa di aver provocato un’alterazione del benessere psicofisico dell’infermiera, reato quest’ultimo da cui la dottoressa era stata assolta, comunque, in primo grado («il fatto non costituisce reato»).

Restavano, invece, in piedi le altre accuse, contro le quali la dottoressa Papalini, assistita dagli avvocati Marco Lenzi e Alberto Bancalà aveva presentato ricorso. L’infermiera era assistita dall’avvocato Simona Morisco.

«Esco da un incubo - dice la dottoressa appena informata della notizia di assoluzione dai suoi avvocati - Io l’ho sempre detto e ripetuto di sentirmi completamente innocente. E adesso, per fortuna, alla fine di un percorso durato quasi 10 anni, anche la Corte d’appello mi ha dato ragione».

«I miei avvocati - tiene a sottolineare l’ex dirigente della Asl - hanno voluto andare a giudizio e evitare la prescrizione, perché era giusto che la mia innocenza fosse riconosciuta con tutti i crismi di una sentenza vera. Adesso la positiva notizia è arrivata con data 10 ottobre e aspetteremo le motivazioni della sentenza che saranno pubblicate a breve, secondo i termini di legge».

Fiora Bonelli

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