Proteste
L’agriturismo deve risarcire il Comune
Il Tar ha condannato l’azienda Montebelli a pagare 88.000 euro: erano gli oneri di urbanizzazione
Il Comune di Gavorrano è pronto a intascare 88.000 euro. Il Tar della Toscana ha messo fine alla diatriba con l’azienda agricola Montebelli che si era opposta al pagamento degli oneri di urbanizzazione e relativi interessi, convinta che la sanzione per il ritardo nel pagamento di tali oneri poteva essere compensata dalla riscossione della polizia fideiussoria rilasciata a garanzia della costruzione di un agriturismo nelle campagne minerarie. Non solo: nel suo ricorso il privato ha anche spiegato che a suo parere sono scaduti i termini di prescrizione del pagamento.
Il giudice però ha rigettato tutte le opposizioni dell'azienda, ora costretta a pagare gli 88.000 euro richiesti dal Comune gavorranese, per cui questi soldi sono una boccata d'ossigeno. L'amministrazione del resto non ha arretrato di un centimetro su questa diatriba, ritenendo corretta la richiesta avanzata all'azienda per la costruzione di un agriturismo sul territorio comunale, avvenuta anni fa. La sanzione per il ritardo nel pagamento degli oneri di urbanizzazione è partita all'inizio del 2016 e il privato, da subito, ha annunciato battaglia. Per almeno tre motivi. Il primo è quello secondo cui questa sanzione poteva essere saldata attraverso la riscossione della fideiussione rilasciata a garanzia dell'investimento; il secondo invece riguarda la prescrizione - come scritto sul ricorso presentato al Tar - dei tempi per sanzionare questi ritardi, mentre il terzo sta nel fatto che il Comune non avrebbe scomputato dagli oneri delle opere di urbanizzazione primaria comunque realizzate dall'azienda. Tutti e tre i motivi su cui si è fondato il ricorso sono stati bocciati dal giudice del Tar. Il giudice infatti spiega nella sentenza che la possibilità di riscuotere la fideiussione è stata sfruttata dal Comune ma senza alcun esito, dato che intanto il garante tra le parti è fallito. Bocciata anche la questione legata alla prescrizione. «Il termine quinquennale di prescrizione - si legge - è stato tempestivamente interrotto dalla lettera in data 14 dicembre 2010 del legale del Comune indirizzata al patrono della ricorrente». Ossia il privato. Stesso discorso per quanto riguarda le opere di urbanizzazione, dato che questo eventuale scomputo non era previsto da nessuna parte. «Lo scomputo dal contributo di costruzione del costo relativo alle opere di urbanizzazione primaria eseguite dal titolare del permesso edilizio (ossia l'azienda ndc) richiede un apposito patto che, come tutti i contratti e gli accordi di cui è parte pubblica amministrazione, necessita di forma scritta e non può, pertanto, essere stipulato per fatti concludenti».
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