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Grosseto

Dorme alla stazione: «Voglio la casa al Poggio»

Dorme alla stazione: «Voglio la casa al Poggio»

Giannini ha 72 anni e 600 euro di pensione. Ricevuto dall’assessore Milli, non ha i requisiti

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È un’altra di quelle storie di bisogno e povertà che costellano le strade di Grosseto. Ma è anche una situazione particolare quella di Franco Giannini, 72 anni, da 71 a Grosseto. Ha fatto il camionista per tutta la vita, ha avuto quattro figli da tre donne diverse, ha lavorato per il Comune di Grosseto e per quello di Castiglione della Pescaia. E ora, il fatto che riscuota una pensione da 650 euro al mese sembra quasi una mannaia sulla sua testa. «Da un mese sono fuori casa. Ero stato ospitato da un’amica al Poggio, ma poi è arrivato l’ufficiale giudiziario - dice - perché quella casa andava liberata. Il Poggio è un ghetto ma io vorrei vivere lì, mi basterebbe la pensione per campare». Giannini, la sua storia, l’ha raccontata per filo e per segno all’assessore al Sociale Mirella Milli ieri mattina. Ma il Comune, quella casa agognata al Poggio non può assegnarla al settantaduenne perché non ha i requisiti per entrare in graduatoria. Giannini è arrivato in Maremma 71 anni fa e ha sempre lavorato come camionista. «Prendo solo quei soldi di pensione - dice - nonostante abbia lavorato una vita intera come camionista, ma soprattutto agli inizi, senza contratto. Erano altri tempi e non credevo davvero che un giorno mi sarei trovato a dormire su una panchina alla stazione». Ad accompagnare il settantaduenne dall’assessore c’era Sorrento Lazzerini. «Da ex politico mi sono preso a cuore questa situazione - dice - perché non è giusto che un uomo di 72 anni malato non abbia un tetto sotto il quale dormire». Lazzerini, anni fa, portò decine di persone che abitavano al Poggio in Comune a protestare con Emilio Bonifazi. Ieri mattina invece, i due sono stati ricevuti dall’assessore, che però ha potuto solo spiegare loro come stavano le cose: le case del Poggio vengono assegnate a chi è in graduatoria e il settantaduenne non ha i requisiti. «Non voglio andare a dormire alla Caritas e nemmeno alla mensa - spiega - ho lavorato una vita intera e vorrei solo avere una casa, una stanza nella quale poter vivere gli ultimi anni che mi mancano con serenità».

Figlio di un poliziotto della stradale e di un’impiegata delle Poste, Giannini è stato uno dei primi ultras del Grifone. «Mi sono arrangiato a dormire su una panchina - dice - ma ora è freddo». (f.g.)

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