Il Tirreno

Grosseto

«Un uomo d’indole violenta, potrebbe rifarlo»

«Un uomo d’indole violenta, potrebbe rifarlo»

Nelle motivazioni dell’arresto la descrizione di tre amici e di una donna “regista” del depistaggio

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GROSSETO. Mastropietro è in carcere perchè «c’è la possibilità che commetta un nuovo delitto contro l’incolumità individuale». Lo scrive il giudice per le indagini preliminari Valeria Montesarchio nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti dell’uomo e della sua compagna due giorni fa. «Sotto tale profilo - continua il giudice - si ritiene sussistere una situazione di pericolo concreto ed attuale visto che dalle modalità del fatto e dai risultati delle sommarie informazioni si ricavano i tratti di un uomo con un’indole violenta». Il giudice fa riferimento ai racconti fatti dai parenti di Claudio Carrucoli che dal letto d’ospedale nel quale era ricoverato dal 12 settembre ha, giorno dopo giorno, aggiunto elementi a quella che sarebbe stata una brutale aggressione figlia di un raptus scoppiato per una banalità. «L’improvviso attacco d’ira che nel giro di pochi istanti ha portato il Mastropietro a colpire con dei pugni il parabrezza della propria auto - scrive ancora Valeria Montesarchio - così furiosamente da infrangerlo per poi rivolgersi nei confronti dell’amico, trascinandolo letteralmente di peso fuori dall’auto e colpendolo con pugni all’addome è dato molto significativo al riguardo». E a queste motivazioni, il giudice ne aggiunge anche un’altra: la paura che il quarantacinquenne avrebbe ingenerato nei confronti dei conoscenti, dello stesso Carrucoli e anche dell’unico testimone che quella sera era con loro prima in pizzeria e poi in auto. E che sarebbe scappato a gambe levate dopo aver visto quello che stava succedendo sulla strada che da Sorano porta a Montebuono.

Alessia Morettoni invece, non potrà avere contatti con persone diverse dal suo avvocato e da quelle che abitano in casa con la donna. La trentanovenne è stata messa ai domiciliari con l’accusa di aver tentato di depistare le indagini. «Ma anche le intercettazioni che sono state messe agli atti - dice l’avvocato Giuseppe Pisauro - non dicono assolutamente nulla. Non ci sono elementi significativi». Per il giudice che ha firmato l’ordinanza, la compagna dell’uomo accusato di omicidio preterintenzionale nei confronti del suo amico, aveva architettato una vera e propria regia per depistare le indagini dei carabinieri. (f.g.)

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