Il Tirreno

Grosseto

Tensioni nel Pd, si accende un altro scontro

di Gabriele Baldanzi
Tensioni nel Pd, si accende un altro scontro

Militello, ex responsabile dell’organizzazione scrive al garante: «La rielezione di Simiani è regolare?»

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GROSSETO. Nonostante il sequestro dei fiammiferi e il presidio costante dei focolai da parte del pompiere livornese Francesco Gazzetti (commissario comunale del Pd), sotto le ceneri e le macerie del Pd grossetano ogni tanto riparte un incendio. Nei giorni scorsi alla commissione di garanzia provinciale del Pd è giunto un nuovo esposto, circonstanziato e firmato da un dirigente di primo piano, Alessandro Militello, iscritto al Pd di Scansano, membro della direzione provinciale, ma soprattutto ex responsabile dell’organizzazione del partito negli ultimi cinque anni, cioè nel periodo in cui la segretaria provinciale era Barbara Pinzuti. Militello conosce bene, forse più di ogni altro, statuti e regolamenti del Pd e si rivolge al presidente Roberto Daviddi per chiedere lumi su alcuni punti critici, uno dei quali particolarmente importante: la ri-elezione, nell'estate del 2016, del segretario Marco Simiani, dimissionario.

Fallimento. «Ricorrere all'attenzione dei garanti - scrive Militello - è per me il sintomo di un fallimento della politica, dell'incapacità degli organismi dirigenti di risolvere importanti questioni con gli strumenti del confronto e della condivisione delle scelte. Premesso ciò, chiedo un vostro parere relativamente ad alcune questioni in cui si rileva, a mio avviso, un comportamento degli organismi non aderente ai principi generali e particolari di regolamenti e statuti».

Il caso Simiani. Il nodo è la ri-elezione di Simiani a segretario, dopo che, attraverso un comunicato stampa e un post su fb, si era presentato all'assemblea dimissionario. «Nel caso di dimissioni di un segretario - spiega Militello - si può procedere a nuove elezioni ma il candidato, per essere eletto, deve ricevere un numero di voti pari alla metà più uno degli aventi diritto. Questa condizione, però, non si è verificata sia nell'elezione di luglio 2015 e tanto meno nell'assemblea dell'agosto 2016. Al di là del valore politico e della reale rappresentatività dei pochi partecipanti alla votazione finale (solo 41 voti a favore del segretario su 250 membri dell'assemblea) secondo me si pongono alcuni dubbi sia sul rispetto del numero legale previsto per determinazioni di tale livello, sia per il mancato raggiungimento di un numero di voti sufficienti alla sua elezione».

Scansano. Altro capitolo toccato è il commissariamento dell'unione comunale di Scansano, avvenuto nell'aprile del 2016. A parere del dirigente Pd non sussistevano i motivi per tale atto, «ma, con l'avvicinarsi delle elezioni amministrative, presentare un ricorso nel momento in cui era necessaria l'unità del partito sarebbe stata un'operazione scellerata. Una volta commissariato e superato il periodo elettorale mi sarei aspettato dal commissario e dal responsabile organizzazione provinciale la definizione di un percorso congressuale chiaro e definito (anche considerando che il sottoscritto, come segretario unione comunale si era dimesso nel settembre del 2015). Allo stato attuale gli iscritti del Pd scansanese non hanno la possibilità di discutere e contribuire all'elaborazione della linea politica del partito».

Manciano. Tra le situazioni critiche c'è anche Manciano. Qui l'attuale segretario comunale, Ivan Rizzuto, risulta essere "congelato" (su input del segretario provinciale). «Inutile segnalare - scrive Militello - che è una condizione non prevista da alcun regolamento. Non garantire l'operatività degli organismi dirigenti nell'imminenza delle consultazioni amministrative (Manciano eleggerà il nuovo sindaco nel 2017 ) è un fatto grave. Non vorrei veder ripetere la stessa esperienza vissuta a Scansano dove è stato lasciato il partito nel completo abbandono fino all'imposizione di un candidato scelto ad altri livelli».

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