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Il Requiem per Francini ha chiuso le iniziative promosse dal Rotary

Il Requiem per Francini ha chiuso le iniziative promosse dal Rotary

Chi era presente dice che raramente ha assistito a un evento così partecipato e di così alta qualità. Il “Requiem per Francini”, celebrazione in Duomo che ha chiuso idealmente ma anche materialmente...

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Chi era presente dice che raramente ha assistito a un evento così partecipato e di così alta qualità. Il “Requiem per Francini”, celebrazione in Duomo che ha chiuso idealmente ma anche materialmente il ciclo di eventi organizzati dal Rotary Club per il cinquantesimo dell’alluvione, è stato il modo forse più congeniale per ricordare il professor Guglielmo, scomparso poco più di un anno fa.

Duomo strapieno e distribuzione del libretto per seguire la celebrazione: in una delle ultime pagine c’è una bella foto di Guglielmo Francini e del figlio Valerio. E proprio da questa immagine ha preso spunto il vescovo Cetoloni per sottolineare «un sorriso luminoso, lui accanto al figlio», ringraziando i familiari per aver voluto questo evento. In rappresentanza del sindaco la consigliera comunale Olga Ciaramella. E poi l’intervento del presidente del Rotary, Luigi Mansi.

Poi l’esecuzione: impressionante la moltitudine di coristi (oltre cento) tra grossetani e pisani, con l’orchestra Città di Grosseto e i quattro solisti (Nardi, Bertoli, Mustaro e Marcello). Di grande precisione la direzione del maestro Francesco Iannitti Piromallo, che ha dato una lettura rigorosa e al contempo romantica e spirituale delle pagine più sublimi del Requiem, dalla fuga del “Kyrie” al fragoroso “Dies irae” allo struggente “Lacrimosa”. Un applauso interminabile ha concluso il concerto obbligando gli esecutori al bis del “Lacrimosa”.

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