Sicurezza
Follonica - Massa Marittima Lo scontro finisce in tribunale
Due Comuni ai ferri corti per una richiesta di pagamento da 133.000 euro La città del golfo pretende la cifra, quella del Balestro chiede un nuovo calcolo
MASSA MARITTIMA. «È una questione di cifre, dobbiamo solo rivedere le carte. È tutta burocrazia». Era il 2013 ed entrambi i municipi si affrettarono a dire che la questione si sarebbe risolta con un confronto sereno. Ma è stata una falsa speranza.
A dicembre Follonica e Massa Marittima si vedranno in tribunale, un Comune contro l’altro. Tre anni non sono stati sufficienti per trovare un accordo tra le parti riguardo quei 133mila euro legati alla chiusura della gestione associata dei servizi socio-assistenziali per gli anni 2006 e 2008: soldi che la città del golfo pretende da quella del Balestro, per cui nel 2013 ha firmato anche un decreto ingiuntivo, contro cui l’amministrazione massetana ha fatto opposizione. «Solo burocrazia» dicevano i Comuni, rassicurando che invece si sarebbe trovato un accordo, mai neanche abbozzato.
È toccato quindi al tribunale di Grosseto, davanti a cui è finito il caso, nominare un consulente tecnico di ufficio per trovare la giusta somma del contendere e la sua relazione è attesa per il 20 dicembre. La tentazione è quella di accostare questa diatriba allo storico campanilismo tra le due città confinanti. Ma quando il folklore passa dai campi da calcio alle aule di tribunale la faccenda diventa molto più complicata e seria.
Lo scontro che si sta consumando intorno a questi 133mila euro parte dal 2009, quando viene chiusa la gestione associata dei servizi socio-assistenziali relativi al triennio appena passato, affidata alla Società della Salute Colline Metallifere, a cui spettava la gestione delle risorse finanziarie, dei servizi e così via, nell'ottica di un sistema territoriale che coinvolgeva più Comuni.
L'allora amministrazione follonichese, fatti i suoi conti, inviò ai colleghi massetani la richiesta di pagamento, i quali però la rispedirono al mittente sostenendo di non aver mai ricevuto i documenti che stabilissero i criteri di calcolo di questa somma, a suo parere troppo salata. Ne seguì il decreto ingiuntivo dal golfo nei confronti alla città medioevale e il Comune di Massa Marittima, forte nel credo che “prevenire è meglio che curare”, si rivolse a un avvocato per opporsi all'atto follonichese. C'è anche una determina di quel periodo (siamo a marzo) emessa dalla giunta massetana, in cui si legge che «accogliere le richieste del Comune di Follonica esporrebbe questo ente a imputazione di danno da parte della Corte dei Conti. Più volte il Comune di Massa Marittima ha richiesto quali fossero i criteri di calcolo di questa somma, ma il Comune di Follonica non ha mai prodotto atti legalmente validi». «Dobbiamo solo controllare le carte» riportano le dichiarazioni degli amministratori nel 2013. Già allora infatti le due parti iniziarono un dialogo per arrivare al bandolo della matassa e trovare una somma condivisa su cui accordarsi, ma a distanza di tre anni non ci sono riusciti, mentre l'iter del decreto ingiuntivo è andato avanti, fino a portare, nei mesi scorsi, il tribunale di Grosseto a nominare un Ctu che calcoli la giusta spesa in ballo.
Anche i due Comuni coinvolti ora sono stati costretti a nominare un consulente di parte (aggiungendo altre spese a questo litigio) per poter seguire il procedimento. La relazione del Ctu è attesa per il 20 dicembre e arrivati a questo punto è difficile pensare che Follonica e Massa Marittima possano trovare un accordo.
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