Sicurezza
«A Schettino 2 mesi e 6.000 euro di ammenda»
Le richieste della Procura nel procedimento bis, quello per l’antinfortunistica e il paesaggio violato
ISOLA DEL GIGLIO. Due mesi per la violazione delle norme antinfortunistiche. Seimila euro di ammenda per il danno “estetico” al panorama di Isola del Giglio. Queste le richieste del sostituto procuratore Alessandro Leopizzi al termine dell’istruttoria del processo cosiddetto Schettino-bis, cioè quello in cui l’ex comandante della Costa Concordia è imputato per le questioni residuali rispetto al naufragio per il quale è stato condannato anche in appello. A queste richieste si devono aggiungere anche quelle di parte civile: come ad esempio il milione circa di euro reclamato dal ministero dell’Ambiente.
Non c’era il comandante e ieri, per un’impossibilità sopraggiunta in extremis, non c’era nemmeno il suo difensore, l’avvocato Donato Laino (ne ha fatto le veci in aula l’avvocato Cecilia Dragotta): la sua voce si sentirà a fine mese, dal momento che la fase delle conclusioni non è terminata.
Quali le prime conclusioni? Di fronte al giudice Gian Marco De Vincenzi il pm si è richiamato velocemente alle sentenze di primo e secondo grado che riconoscono la responsabilità piena di Francesco Schettino («macroscopica violazione delle regole cautelari»); ha poi sgombrato il campo sulla presunta duplicazione di imputazioni, rispetto a quelle trattate davanti al Tribunale di Genova (una, per competenza tornata a Grosseto e con richiesta di archiviazione; l’altra definita con condanna). E ha quindi concluso per 2 mesi di condanna ravvisando la violazione delle norme antinfortunistiche in danno dei dipendenti di Costa Crociere a bordo la notte del 13 gennaio 2012. Il dottor Leopizzi ha tracciato poi i limiti della contestazione paesistica, ricordando che oggetto del processo è stato il “vulnus”, cioè la ferita, inferto non all'ambiente ma al bene paesaggio, «inteso come retaggio culturale italiano». La presenza della nave sui fondali della Gabbianara «non può essere assimilata al passaggio di un vaporetto»; la Concordia «resta ad arrugginirsi in una zona ricompresa nel Parco dell'arcipelago». In un contesto simile a «una cartolina», in cui il «danno estetico è micidiale». La pena può essere solo pecuniaria per l'articolo 734 e dunque ecco la richiesta dei seimila euro.
Poi le parti civili. L'avvocato Patrizia Pinna (ministero dell'Ambiente) ha chiesto a imputato e - soprattutto - al responsabile civile Costa Crociere il ristoro delle misure riparatorie secondo le valutazioni dell’Ispra «o comunque il ripristino e il pagamento dei costi che dovrà sostenere in sostituzione il ministero quantificati in 935.520 euro. Un danno temporaneo, anche se grave, durato comunque trenta mesi».
È di 100.000 euro la provvisionale richiesta da Anmil: l’avvocato Massimiliano Gabrielli ha ricordato l’opera svolta anche in provincia dall’associazione che tutela i lavoratori. «È un danno a dispersione degli investimenti di Anmil per la sensibilizzazione perché gli ambienti di lavoro siano sicuri e salutari; e poi è un danno morale, noi torniamo a chiedere il danno punitivo (come nel processo principale, ndr), che sia esemplare anche per le altre compagnie».
Modesta (4.000 euro) la richiesta danni formulata dall'Enpa, avvocato Ricci. Mancano ancora Legambiente e Wwf. Manca ancora il responsabile civile. Manca soprattutto la difesa del comandante. Se ne parlerà a fine mese e, pare, anche in una data successiva. Comunque prima del 13 gennaio, data dei cinque anni dalla sciagura: quel giorno scatta la prescrizione per la violazione delle norme antinfortunistiche.
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