Il Tirreno

Grosseto

Morti precipitati dal ponte Prima udienza del processo

di Pierluigi Sposato
Morti precipitati dal ponte Prima udienza del processo

Due geometri sono imputati per omicidio colposo in relazione alla viabilità Quattro anni fa Vanni, Bardelloni e Stella stavano tornando da un corso a Roma

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GROSSETO. Omicidio colposo, in cooperazione colposa. Un comportamento omissivo che, secondo l’accusa, avrebbe avuto per estrema conseguenza l’incidente in cui persero la vita tre dipendenti Enel, Paolo Bardelloni, 59 anni, di Massa Marittima, Maurizio Stella, 47 anni di Follonica, e Antonella Vanni, 48 anni, di Larderello di Pomarance, intrappolati nella Fiat Punto precipitata nella voragine che si era aperta a una delle estremità del ponte della Marsiliana sul fiume Albegna.

Si apre oggi con l’udienza filtro il processo per quanto avvenuto poco meno di quattro anni fa, il 12 novembre 2012, nei confronti dei geometri Gian Paolo Conti (Costrade srl, società incarica dalla Provincia di Grosseto della manutenzione e pronto intervento) e Umberto Tozzini (responsabile viabilità della Provincia). Un processo imposto dal giudice delle indagini preliminari dopo l’opposizione all’archiviazione presentata dai familiari delle vittime, rappresentati dagli avvocati Paolo Serra, Laura Pacenti e Francesco Guardavaccaro. I quali oggi chiederanno al giudice la citazione del responsabile civile a copertura della eventuale condanna.

L’udienza di oggi è destinata alle formalità di apertura: notifiche, costituzioni di parte civile, liste testimoniali, eventuali eccezioni. Il dibattimento vero e proprio si aprirà nella data che sarà indicata del giudice Andrea Stramenga. Sarà in quella sede che i due imputati, difesi dagli avvocati Adriano Galli, Luciano Giorgi e Carlo Valle potranno far valere le ragioni della loro estraneità ai fatti contestati dal sostituto procuratore Alessandro Leopizzi.

Quali fatti? I due imputati non avrebbero vigilato sulla corretta esecuzione dell’ordine di chiusura della strada provinciale 94, impartito dallo stesso Tozzini, soprattutto alla luce delle segnalazioni di presenza di veicoli comunque in transito sul ponte; non avrebbero chiesto il presidio del tratto di strada da parte delle forze dell’ordine; non avrebbero comunicato alle stesse forze dell’ordine la chiusura della strada; Conti non avrebbe apposto una segnaletica stradale idonea a rappresentare la chiusura della 94, limitandosi a posizionare una transenna sulla corsia di marcia. La Punto dei tre tecnici, di ritorno da Roma, era precipitata nella voragine e i tre occupanti erano morti per annegamento. Già il pm ma anche i difensori degli indagati avevano sostenuto che la responsabilità -comunque colposa - fosse del conducente, che avrebbe aggirato la barriera. Il giudice dell’udienza preliminare Sergio Compagnucci ha deciso opportuno un approfondimento in dibattimento.

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