Sicurezza
Avvocati M5s al consiglio di disciplina
L’Ordine ha inviato le carte a Firenze per la verifica del rispetto della deontologia. La difesa: «Nessun accaparramento»
GROSSETO. Malumori ce n’erano già da giorni. Non appena il gruppo di avvocati che fanno riferimento al Movimento 5 Stelle aveva annunciato l’offerta di prestazioni professionali gratuite per i bisognosi, l’ambiente forense aveva storto la bocca. Un disappunto arrivato fino ai vertici del consiglio dell’Ordine grossetano, che adesso ha deciso di investire l’organo di disciplina, a Firenze.
Sarà il consiglio distrettuale di disciplina a esaminare se, come viene ipotizzato, il comportamento degli iscritti sia contrario alle norme del codice deontologico forense. Il consiglio grossetano lo ha messo nero su bianco in una delibera, datata 19 ottobre ma resa nota solo ieri: del fascicolo partito verso Firenze fanno parte alcuni esposti nonché la documentazione raccolta.
L’intervento è conseguenza dell'annuncio dei primi di ottobre - reclamizzato anche sulla stampa - dell’avvio di un’iniziativa partita «su idea di alcuni avvocati attivisti del movimento, e quindi loro esclusivo tramite», così era stata presentata, cioè quella «di mettere a disposizione dei cittadini le prestazioni professionali rese in ambito legale«. Un’iniziativa, sono ancora parole dei responsabili, nata dalla considerazione delle gravi condizioni economiche in cui si trovano persone o società in questi tempi. Un'iniziativa destinata a coprire tre ambiti: «prestazioni professionali (compensi) rese in modo gratuito ed aventi ad oggetto i procedimenti giudiziari civili intesi in senso lato; prestazioni professionali gratuite (compensi) relative a procedimenti giudiziari amministrativi, di qualunque natura; prestazioni professionali gratuite (compensi) relative a procedimenti penali in cui il soggetto sia indagato, imputato, querelante, persona offesa e/o parte civile».
Alessandro Camaiti, Claudio Cardoso, Claudio Fiori e Diletta Fusaro, tutti di Grosseto, sono gli avvocati che si sono messi a disposizione. E che adesso si dicono pronti a sostenere la bontà delle proprie ragioni di fronte al collegio disciplinare: «Ci viene contestato l’accaparramento della clientela - dice l’avvocato Claudio Fiori facendo riferimento al contenuto dell'esposto - Ma questo non è vero perché non c’è ritorno economico. Anzi, in questo momento di crisi, la nostra è un’opera meritevole; nessuno sotto una certa soglia di reddito è in grado di pagarsi un avvocato se incappa in un guaio giudiziario». Avete avuto già richieste? «Sì, abbiamo già visto delle persone: per lo più da fuori provincia».
Pierluigi Sposato
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
