Il Tirreno

Grosseto

Il silenzio di 200 studenti per ricordare la bella Elena

di Alfredo Faetti
Il silenzio di 200 studenti per ricordare la bella Elena

Consegnate due borse di studio e scoperta la targa in memoria della ragazza La commozione della scuola per la studentessa modello morta in Spagna

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FOLLONICA. L’aula magna del liceo è gremita. Le sedie vengono occupate subito, così in decine tra studenti e amici, si sistemano lungo le pareti, restando in piedi. Ci saranno oltre duecento persone ma non vola una mosca durante gli interventi.

Non c'è il brusio che è facile immaginare in una scolaresca che salta metà mattinata di sabato per riunirsi in aula magna, ma un silenzio coinvolto, rotto soltanto dalla commozione di chi ha conosciuto Elena Maestrini e non regge l'emozione per ciò che sta avvenendo.

Lei, la ragazza di Bagno di Gavorrano vittima con i suoi soli ventun anni dell'incidente stradale in Catalogna insieme ad altre dodici coetanee, sovrasta tutti i presenti con una foto sul maxi schermo, alle spalle del palco. L'intera mattinata, organizzata dalla famiglia e dagli amici, è dedicata al suo ricordo. Le è dedicata la targa appesa all'ingresso dell'istituto, scoperta dal padre Gabriele e da Andrea Benini, sindaco del Comune di Follonica che ha patrocinato la cerimonia; così come le sono dedicate le due borse di studio da 500 euro consegnate ad altrettanti studenti di quinta: Caterina e Giacomo. Quest'ultimo, Elena, la conosceva bene. «Avrei voluto non ricevere nulla - dirà dal palco - Ma ci hai insegnato il coraggio di vivere».

Elena ha studiato proprio in queste aule del liceo scientifico di Follonica, prima di arrivare all'università. Qui la ricordano tutti i professori e buona parte degli studenti. In questi corridoio, la 21enne gavorranese, ha lasciato qualcosa. «Questa cerimonia ci fa molto piacere e vedere tanti presenti rafforza ancora di più il nostro legame con Elena» dice la dirigente Anna Rita Borelli, ammettendo poi che «non è facile parlare di una ragazza scomparsa così presto». La stessa difficoltà che ammetterà Benini. Allora spazio a citazioni e metafore, come quella del poeta greco Menandro, secondo cui «muore giovane chi è caro agli Dei». O come quella di Telemaco, il figlio di Ulisse, che nella prima parte dell'Odissea salpa per un viaggio abbandonando Itaca alla notte dei Proci, dove tutto è ormai perso, per tornare vincitore e conquistatore. «È lo stesso spirito con cui, credo, abbia fatto il suo viaggio Elena - dice il sindaco - La ricerca della libertà». Una citazione c'è anche sulla targa appesa all'entrata del liceo. È dello statunitense Adams e recita: «quando un sogno si impossessa di te cosa puoi fare?». «Niente, lo tieni stretto» dice un ragazzo, subito dopo che il padre Gabriele scopre il testo, tirando via la bandiera europea che lo ricopriva. C'è inciso anche un messaggio degli amici della ragazza. «A te che non hai mai avuto paura dei nuovi inizi».

La presentazione della targa riguarderà la seconda parte della cerimonia, che invece trova il senso più profondo del ricordo in aula magna, dove sul palco sono ben disposti ciclamini e piante d'edera, insieme a una foto di Elena in una cornice d'argento.

Un passaggio della scaletta vede uno studente esibirsi al piano con due sue composizioni: la prima triste, la seconda vigorosa. «A volte alle cose brutte seguono quelle belle» spiega dopo l'applauso. E allora arriva il momento di papà Gabriele, che vuole mandare un messaggio di speranza ai ragazzi. «Possiate sempre essere orgogliosi di voi stessi, così come lo saranno le vostre famiglie - dice - Non abbiate paura di realizzare i vostri sogni. Anche Elena aveva voluto e ottenuto con sacrificio la possibilità di un Erasmus, che considerava un'esperienza di crescita, culturale ed umana».

Arriva così il momento della consegna delle due borse di studio da 500 euro: un gesto simbolico, carico di significato e speranza, conferito a Giacomo e Caterina.

Un lungo applauso scioglie la commozione di molti e fuori, per un istante, smette di piovere.

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