Il Tirreno

Grosseto

I miei secondi 18 anni: quelli dal trapianto

di Stefano Fabbroni

La malattia, le cure e la nuova vita di Raffaele Giuliano. Festeggerà con una cena aperta agli amici un traguardo di speranza

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GROSSETO. Sono passati diciotto anni ma il ricordo è sempre intatto. Dalla malattia alla rinascita in dieci mesi, il trapianto ed il ritorno alla vita con un presente di lavoratore ed atleta. Il buio e la luce. La nuova luce.

È la bella storia di Raffaele Giuliano, 57 anni, responsabile provinciale dell’Aned (Associazione nazionale emodializzati e trapiantati), che, per celebrare il suo speciale anniversario, ha organizzato una cena rivolta a tutti per venerdì prossimo. Un modo per festeggiare la sua seconda “maggiore età”. Per Raffaele tutto cambiò nell’aprile 1998 quando, in seguito ad un normale esame di accertamento voluto vista la gravidanza della futura moglie Laura, gli venne diagnosticata una leucemia acuta fulminante con lo spettro di poche settimane di vita. «Allora vivevo a Castagneto Po in Piemonte -racconta - e mi sottoposi alle analisi del sangue ma appena ricevuto l’esito il medico mi chiamò e dispose da subito il mio ricovero spiegandomi le mie condizioni critiche. Mi crollò il mondo addosso, fino a quel momento non avevo notato alcun sintomo della malattia».

Si prospettò allora uno scenario devastante per Raffaele: la paura di non farcela che faceva a pugni con l’amore di Laura e della figlia in arrivo, un calvario che stava iniziando e sulla cui fine non vi era certezza. Ma da quel momento decise che ci sarebbe stata solo una strada da intraprendere, senza titubanze: lottare. Terapie su terapie, un via vai dall’ospedale che ne mise a dura prova la resistenza fisica già minata dalla patologia. Ma la reazione di Raffaele ci fu, eccome se ci fu: la dimostrazione fu lampante il 22 luglio 1998 («e chi se le dimentica quelle date!») quando, durante uno dei lunghi ricoveri a cui venne sottoposto, riuscì ad ottenere un permesso speciale dalla Asl locale per sposarsi. Poi l’evento più bello, la nascita di Ilaria, oggi maggiorenne.

Ma il percorso di ritorno alla vita non è stato senza ostacoli. «Sorsero problemi - racconta il presidente provinciale Aned - per trovare nell'immediato un donatore a me compatibile». Per fortuna, dopo qualche mese dalla Puglia arrivò una buona notizia: una signora era in grado di aiutare Raffaele ed ecco prospettarsi la possibilità di salvezza, il trapianto. «Sono sicuro che la incontrerò di nuovo», dice commosso con la voglia di riabbracciare chi gli ha consentito di rimettersi in sella e ripartire il 17 febbraio 1999. «Quel giorno mi tolsero l’ago - prosegue Giuliano - e mi sentii rinascere. Chiamai subito mia moglie, alle prime ore del mattino, per trasmetterle tutta la mia gioia».

Oggi Raffaele deve soltanto sottoporsi a frequenti controlli di routine. Niente, di fronte allo scenario precedente. Raffaele è ormai fuori pericolo, inoltre da qualche anno ha trovato altri due amici dai quali dichiara che non si staccherà mai: Aned, di cui è presidente provinciale, e lo sport, intrapreso a buoni livelli con ottimi risultati. «L'incontro con Aned risale al 2003 - aggiunge - e come praticante ho conquistato il bronzo nella pallavolo e nel bowling ai Giochi mondiali per trapiantati 2003, mentre ho vinto l’oro a London, in Canada, nel tennistavolo in coppia con un altro trapiantanto, Marco Rico. Vuole sapere una curiosità? L’ho vinto il 22 luglio 2005, nel settimo anniversario di matrimonio».

E ora la cena, per ritrovare vecchi e nuovi amici con cui condividere il racconto di un’esperienza dura quanto indimenticabile. «Durante la serata - conclude Raffaele - lanceremo il messaggio che dopo un trapianto si può tornare a vivere e socializzeremo perché è previsto un intrattenimento musicale con deejay ed una sorpresa».

Per la cena a buffet (costo di 20 euro) ci si può prenotare al bar Gaia di piazza Ferretti (si trova al piano terra dell’edificio dell’Agenzia delle Entrate) oppure chiamando il numero 335 6753119. Appuntamento alle 20.30 di venerdì 11 al bagno Moreno di Marina di Grosseto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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