Sicurezza
Rimandata l’udienza per la causa ex Molendi
MASSA MARITTIMA. La vicenda è davvero molto complicata. Ci sono planimetrie da misurare, tempi da confrontare, autorizzazioni e progetti da rapportare tra di sé. Una mole di documenti e di calcoli...
MASSA MARITTIMA. La vicenda è davvero molto complicata. Ci sono planimetrie da misurare, tempi da confrontare, autorizzazioni e progetti da rapportare tra di sé. Una mole di documenti e di calcoli che ha portato il Ctu (consulente tecnico d'ufficio) a chiedere una proroga per stilare la perizia sul caso Molendi di Massa Marittima e per rispondere alle osservazioni che ne seguiranno, trovando il benestare del giudice.
Una decisione che rinvia la camera di consiglio e quindi la trattazione del ricorso presentato dalla società Porta al Salnitro contro il Comune massetano di un mese, fissata adesso al 17 aprile 2017 e non più al 22 marzo. Non è una data da sottovalutare, quella in cui un giudice deciderà sul ricorso e sulla richiesta danni che l'ente dovrà versare nelle casse del privato.
C'è la certezza che il pagamento arriverà, perché su questo il Tar si è già espresso accogliendo le ragioni della Porta al Salnitro, senza però fissare una somma precisa: la società chiedeva cinque milioni di euro, il Comune ne propose molti meno. Una differenza sostanziale, per cui è stato necessario nominare un consulente, Andrea Butti, ingegnere di Figline Valdarno, per trovare il bandolo della matassa. La storia è ormai nota e inizia nel lontano 1999, quando i Beni Culturali posero un vincolo storico sull'area denominata Molendi, in prossimità del duomo di San Cerbone. Vincolo che sancì la fine dei lavori che avrebbero dovuto portare alla realizzazione di una struttura ricettiva e a dei parcheggi interrati, progetto, questo, che sarebbe stato finanziato con i fondi per il Giubileo del 2000. La società incaricata dei lavori, allora Molendi e oggi rinominata Immobiliare Porta al Salnitro, come l'omonima porta cittadina, aveva ottenuto tutte le autorizzazioni dal Comune e per questo, dopo l'intervento dei Beni Culturali, giunse a carico del Comune una richiesta di danni di oltre cinque milioni di euro, alla quale seguirono un ricorso al Tar e al Consiglio di Stato.
Da allora sono passati 17 anni e a dicembre 2015 le richieste sono cambiate, anche se le due parti non sono mai pervenute ad un accordo in ordine alle quantificazioni delle varie voci di danno da risarcire, ovvero circa la somma effettiva da liquidare: l'immobiliare Porta al Salnitro chiede adesso un risarcimento di tre milioni di euro, mentre il Comune di Massa Marittima ne propone trecentomila. Ora starà al giudice fissare una cifra, tenendo conto della relazione che presenterà il Ctu, delle osservazioni che le parti faranno sul documento e infine delle risposte del consulente alle stesse. Un procedimento che adesso dovrà chiudersi entro il prossimo 7 di febbraio. (a.f.)
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