Finanza
Mugnai e Marrini «Ecco perché dovete votare no»
Forza Italia Grosseto accanto al coordinatore regionale «La riforma ridurrebbe ogni spazio di democrazia»
GROSSETO. «Dal No dipendono le sorti del Paese». Forza Italia Grosseto lancia l’appello dalla sala del consiglio comunale alla presenza di Stefano Mugnai, coordinatore regionale di Forza Italia, e Antonfrancesco Vivarelli Colonna. «Quella del No - spiega il coordinatore provinciale di Fi Sandro Marrini - è una battaglia che ci vede impegnati con convinzione. In queste settimane abbiamo creato comitati e iniziative per spiegare le ragioni del No e continueremo. La riforma che vogliamo è molto diversa da quella imposta dal Governo Renzi, che non cambia nulla in termini di efficienza e risparmi ma riduce gli spazi di democrazia a vantaggio di un solo partito e una sola persona. Per questo il voto di domenica 4 dicembre sarà anche un voto contro il Governo e il presidente del Consiglio, che devono andare a casa». Il comitato locale è nato su input del coordinatore regionale Mugnai, che ieri a Grosseto l’ha definita «una riforma della quale l’Italia non ha bisogno. Dal referendum dipendono il futuro del Paese e l’equilibrio delle realtà locali. Forza Italia Grosseto è un passo avanti agli altri: arriva dal successo registrato alle amministrative, con il vento del cambiamento (lo stesso di Orbetello) che soffia anche verso altre importanti realtà della provincia. Ho visto che nella scorsa campagna elettorale Fi Grosseto ha creato un gruppo molto affiatato e all’altezza di comunicare l’importanza di votare No al referendum. La riforma costituzionale è voluta dalla finta maggioranza di Renzi, un colpo di mano che non servirà a fare il bene dell’Italia. Dobbiamo difendere la Costituzione che è di tutti gli italiani». I motivi del no? «Con un uomo solo al comando salterebbe l’equilibrio tra i poteri costituzionali. Diciamo No perché così non si supera il bicameralismo e le funzioni attribuite al nuovo Senato sono ambigue, così come le modalità di elezione dei senatori. E No perché con questa riforma non funzionerebbe più il riparto di competenze tra Stato, Regioni e autonomie locali e si introdurrebbero profonde lacune».
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