Il Tirreno

Grosseto

«Io, calciatore, non sapevo come rincasare»

C’era anche Sergio Dugaro, ex calciatore del Grosseto, all’epoca non ancora ventenne, tra i testimoni di quel 4 novembre 1966: «Abitavo in via Fossombroni 18 davanti al campo Amiata - ricorda Dugaro...

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C’era anche Sergio Dugaro, ex calciatore del Grosseto, all’epoca non ancora ventenne, tra i testimoni di quel 4 novembre 1966: «Abitavo in via Fossombroni 18 davanti al campo Amiata - ricorda Dugaro - avevo 18 anni e quando vidi salire l'acqua, incuriosito, scesi dal secondo piano ove abitavo, lasciando i miei genitori in casa. Ma dopo non potei più rientrare poiché l'acqua saliva velocemente e rimasi fuori, con grande preoccupazione per loro in quanto non sapevano ove fossi...»

Momenti terribili, di angoscia per chi non sapeva come fare a mettersi in comunicazione con i propri cari: «Saggiamente - prosegue Dugaro - mi avviai verso l'alto ed andai sulle mura sopra il campo Amiata ove dominavo tutta la scena che diventava sempre più tragica: il luna park che era nel campo Amiata fu completamente sommerso e distrutto,ma le persone furono ospitate proprio al n°18 mentre l’acqua cominciava a trascinare auto e mucche come fuscelli soprattutto all'altezza del sottopassaggio che portava allo stadio, con correnti impetuose e paurose. Fui ospitato a dormire a casa del maestro Bartalucci, il cui figlio giocava a calcio con me. L’acqua cominciò poi a defluire e ad abbassare il livello e potei riabbracciare i miei genitori e la grande paura passò».

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