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Suolo occupato dalla cassette Imprenditore sotto processo

Suolo occupato dalla cassette Imprenditore sotto processo

GROSSETO. Sono davanti al giudice le questioni penali relative alla presunta occupazione arbitraria di suolo pubblico da parte di negozi di ortofrutta in città, tra il 2012 e il 2014. Imputato per i...

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GROSSETO. Sono davanti al giudice le questioni penali relative alla presunta occupazione arbitraria di suolo pubblico da parte di negozi di ortofrutta in città, tra il 2012 e il 2014.

Imputato per i negozi di via Giusti e via Emilia, di cui era titolare, è Amir Ahmed Mohamed Abdelfattah Heba, cittadino egiziano di 25 anni (ditta individuale “Il Cavaliere della frutta”). Assistito dall’avvocato Elisabetta Teodosio è imputato davanti al giudice Giovanni Puliatti di aver invaso arbitrariamente quegli spazi mediante esposizione di casse di frutta e verdura. «Era difficile talvolta anche uscire dal portone di casa o entrarvi - ha detto in aula uno degli abitanti di via Emilia - perché bisognava fare lo slalom. Mi è capitato anche stamani (ieri, ndr) prima di venire qui». Incalzato dalla viceprocuratrice onoraria Elena Bartalini, l’uomo ha spiegato di essere stato incaricato dal condominio, al termine di una riunione, di presentare un esposto. «Avevamo cercato di far presente la situazione, in termini cortesi, ma ci era stato risposto che con quel negozio non potevano fare diversamente. Ci sono state delle notti che alle 3 e mezzo venivano effettuate operazioni di scarico della merce. Io abito più in alto: ma chi abita al primo piano?». Un quadro confermato da un altro condomino: «Il marciapiede era diventato invivibile: c’erano talmente tante cassette che passare non era assolutamente possibile».

Le proteste erano talmente numerose che era intervenuta, e più volte, anche la polizia municipale, per verificare il rispetto dei requisiti igienico sanitari e di occupazione del suolo pubblico. In aula sono stati sentiti gli agenti che avevano effettuato i sopralluoghi, anche scattando foto per documentare lo stato dei luoghi. In via Emilia, tra l’altro, il Comune aveva disposto la chiusura per tre giorni (gennaio 2013). A Heba era stata contestata, per altro caso, anche l’inosservanza di un provvedimento dell’autorità, vicenda chiusa con un’oblazione da 103 euro. Prossima udienza a febbraio 2017. Il Comune si è costituito parte civile.(p.s.)

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