Proteste
Siria-Grosseto verso il gemellaggio
Due viceministri di Assad visitano museo e scavi per una collaborazione
GROSSETO. Una delegazione del ministero dei Beni culturali della Siria in questi giorni è stata a Grosseto per visitare i reperti storico archeologici e stabilire un gemellaggio con l’Italia.
I viceministri Faisal Najati e Bassam Barsek hanno raggiunto il Museo Archeologico e d’arte della Maremma dopo un sopralluogo agli scavi etruschi di Roselle e un saluto del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna nel palazzo comunale.
Obiettivo del percorso dei rappresentanti del governo Assad partito dalla Puglia è recuperare il vasto patrimonio culturale, attraverso intese con le amministrazioni locali, che il paese ha perso a causa delle invasioni dei ribelli durante la guerra civile ancora in corso.
«Abbiamo ammirato quali e quanti reperti storici possediate in questa bellissima area –spiegano i viceministri – e anche noi ne avevamo prima che i gruppi terroristici ne facessero scomparire gran parte destinandola poi in luoghi sconosciuti d’Europa o distruggendola. Vogliamo recuperare quanto smarrito a causa del mercato nero e degli scavi clandestini esistenti in Siria tramite un’intesa culturale con l’Italia e con le sue città più legate a una tradizione storico archeologica come sono Roselle e Vetulonia».
Il progetto si fonda sui buoni rapporti politico economici tra Italia e Siria e la promessa è di ricambiare l’invito e di portare esponenti dell’amministrazione comunale grossetana in visita a Damasco.
Dopo l’incontro con il sindaco in Comune, un pomeriggio è stato dedicato alla conoscenza delle collezioni presenti nel museo grazie alla guida della direttrice Maria Grazia Celuzza che ha partecipato insieme al vicesindaco Luca Agresti e al consigliere Gino Tornusciolo.
Najati e Barsek hanno mostrato interesse nell’illustrazione dettagliata dei reperti dal fascino millenario e raccontano di una tradizione indissolubile che va dai primi secoli avanti Cristo al Medioevo e fino all'era moderna. Durante l’incontro è stato più volte ribadito che il museo sarà uno dei punti di riferimento della rinascita della cultura e della vita in Siria così barbaramente deturpata.
Stefano Fabbroni
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