Finanza
Sipe Nobel, l’ex fabbrica è devastata
Orbetello: scritte sui muri, sacchetti ed escrementi: è quel che resta del rave. La proprietà ha presentato esposto querela
ORBETELLO. Escrementi, odore acre di urina, carta, bottiglie di plastica, lattine, scritte sui muri e cumuli di sacchetti: è quel che resta del rave all’ex Sipe Nobel tra sporcizia, rifiuti e stanze messe a soqquadro.
L’ex fabbrica, com’è noto, è stata violata giorni fa da un migliaio di giovani che sono entrati senza autorizzazione rendendola una specie di discarica. E la proprietà - la Sant’Angelo srl gruppo ex Sipe Nobel - assistita dall’avvocato Luciano Giorgi ha presentato esposto querela all’autorità giudiziaria in base all’articolo 633 del codice penale (invasione di terreni: chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o trarne altrimenti profitto, è punito a querela della persona offesa con la reclusione fino a due anni o con la multa da 103 euro a 1.032 euro).
Nell’ex polverificio di Orbetello Scalo è piombata di nuovo la quiete. La musica assordante del rave non autorizzato, iniziato la notte fra il 29 e il 30 ottobre e concluso il 2 novembre, è finita: dentro la fabbrica dismessa ma non abbandonata (un guardiano passa lì le sue giornate per impedire alla vegetazione di prendere il sopravvento) niente però è più come prima.
Cicche di sigarette, spugnette da cucina, assorbenti, bottiglie e ogni genere di rifiuto sono disseminati lungo le stradine interne. Anche la parte più alta, quella da cui si gode una vista unica, è stata impiegata come latrina. Le porte dei depositi, tenute chiuse, sono state aperte e le stanze si sono trasformate in servizi igienici.
L’odore è insopportabile. Lì dove si respirava l’odore del rosmarino e in estate ci sono more succose resta il segno dell’inciviltà. Le porte sono state riempite di scritte. Nelle piazzole sono stati accesi decine di fuochi, alcuni a ridosso della vegetazione. Le strade sono disseminate di carte e cartacce, i cancelli completamente divelti. Uno, richiuso dopo la fine del rave, è stato forzato anche la notte fra il 2 e il 3 novembre come se qualcuno, avendo dimenticato qualcosa, fosse tornato a riprenderselo.
La a spazzatura è stata raccolta in sacchi neri che ora sono accatastati e hanno invaso in gran numero la zona. Chi ha partecipato al rave inoltre, chi è entrato nella Sipe Nobel in questi giorni non si è accontentato di accendere fuochi e violare una proprietà privata: è penetrato anche negli edifici che fungono da uffici. Anche nell’unico appartamento ancora arredato ha messo a soqquadro nella speranza di trovare non si sa bene cosa.
Ora la zona dovrà essere ripulita, tutta. Chi sosterrà le spese della pulizia? Per il momento la proprietà.
La mattina di giovedì 3 novembre hanno svolto un sopralluogo dentro lo stabilimento l’assessore all’ambiente Luca Minucci e il consigliere delegato alla Sipe Nobel Michele Pianelli. «Il nuovo regolamento urbanistico - commenta Pianelli - è per questo sito l’ultima chiamata. L’alternativa è la riqualificazione o il rischio che diventi luogo per feste non autorizzate». Per la Sipe Nobel esiste un progetto di riqualificazione in attesa solo di una variante di destinazione. Una riqualificazione da realizzare solo con soldi privati.
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