Il Tirreno

Grosseto

Ticket, rimborsi beffa: il sindaco protesta

di Alfredo Faetti
Ticket, rimborsi beffa: il sindaco protesta

Massa Marittima, Tsp chiede le ricevute di 5 anni fa ma Giuntini si schiera coi cittadini: «Impostazione non corretta»

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MASSA MARITTIMA. Il metodo scelto per il rimborso, oltre che fiscale, appare anche una beffa. Questo almeno pensa l’amministrazione comunale. La società Tsp Italia, che ha gestito i parcheggi a pagamento di Massa Marittima fino ad ottobre, è chiamata adesso a rimborsare i residenti che nel 2011 firmarono per avere le tessere da inserire nelle macchinette ticket: una sorta di abbonamento a prezzi agevolati.

La società, ovviamente, si è detta ben disposta a rimborsare i crediti residui di ogni massetano, ma solo se sarà presentata insieme alla tessera anche la copia della ricevuta (non fiscale) rilasciata cinque anni fa alla sottoscrizione. «È evidente, dato il lungo tempo trascorso e l’esiguità della cauzione, la difficoltà dei cittadini nel ritrovare la ricevuta richiesta» scrive il sindaco Marcello Giuntini in una lettera inviata alla società, furioso per questo sistema di rimborso non solo non previsto dal contratto, ma che appare a discapito dei cittadini.

La convenzione firmata nel 2011 tra il Comune e la Tsp Italia per la gestione degli stalli a pagamento con parcometro è scaduta il 15 ottobre. Il Municipio ha fatto subito sapere che per tutto l’inverno buona parte di questi posti auto sarà disciplinata con il disco orario per poi cambiare di nuovo regime prima dell’estate.

Ma pochi giorni dopo la scadenza della convenzione, alcuni massetani sono andati a segnalare in Comune questo inghippo dei rimborsi per le tessere dei residenti. Giuntini non ci ha pensato più di tanto e già il 18 ottobre ha inviato una lettera di reclamo alla società, senza ottenere risposta. Ieri è tornato alla carica.

«Devo riscontrare che la procedura attuata per il rimborso – scrive il sindaco sollecitando una risposta – ha una impostazione estremamente fiscale nei confronti dei cittadini: viene infatti tassativamente chiesta copia della ricevuta (non fiscale) rilasciata dai vostri addetti già da giugno 2011».

L’oggetto del contendere sono le schede, che al momento dell’affidamento della gestione dei posti auto alla ditta, cinque anni fa, vennero consegnate ai cittadini per il pagamento facilitato della sosta attraverso i parchimetri. In cambio fu chiesta una cauzione di 7 euro, che sarebbe poi stata restituita al momento della cessazione del contratto, insieme all’importo residuo rimasto all’interno delle schede. Invece è arrivato l’inghippo.

«Questa impostazione tra l’altro non prevista nei rapporti contrattuali e non concordata con l’amministrazione non ci sembra corretta nei confronti degli utenti – prosegue Giuntini –. Inoltre le tessere sono nominali e riportano la targa del veicolo di proprietà; a seguito di quanto esposto le chiedo quindi formalmente di rivedere le attuali modalità di rimborso ai cittadini, procedendo con la semplice richiesta di esibizione di un documento di riconoscimento dell’utente».

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