Lutto
Sulla provinciale invece dei lavori limiti di velocità
Il calvario dei pendolari sulla strada del Cipressino Un tratto a 30 km orari: l’sos di imprese e artigiani
CASTEL DEL PIANO. A passo d’uomo dalla montagna fino al varco della Maremma. E non è uno spot pubblicitario per turisti. Fare la strada del Cipressino, dall’Amiata alla piana grossetana, è diventato un tormentone, con la velocità obbligata di 50 chilometri orari.
Esageratamente lento non è bello, insomma. È vero che si gode il panorama e si evitano, forse, incidenti. Peccato, però che si creino file spropositate e che per fare 20 chilometri di strada ci si metta più di mezz’ora.
Il calvario dei pendolari. Per i pendolari che dalla montagna vanno verso Santa Rita o a Grosseto, è un calvario. Le proteste fioccano, dopo che, di recente, la Provincia ha installato una nuova segnaletica che regola la velocità dal bivio di Begname, cioè dall’incrocio Arcidosso-Castel del Piano, fino al bivio che, superato Montenero d'Orcia, porta a Sant’Angelo e a Montalcino.
Un tratto a 30 km orari. Una serie ininterrotta di cartelli che impongono 50 chilometri orari; e per un piccolo tratto c’è addirittura un 30, prima del vecchio consorzio abbandonato sotto Montenero d'Orcia. La stretta della Provincia arriva poco dopo la chiusura alle biciclette di varie strade provinciali dissestate che tanto scalpore ha suscitato nelle scorse settimane.
Niente ripristino, solo divieti. E anche nel caso del Cipressino, come in quello delle biciclette, l’installazione dei nuovi divieti è da imputarsi al fatto che la strada è in condizioni disperate e in attesa che qualcosa si muova per risistemare questo chiacchieratissimo tratto (di cui, ogni tanto, sembra che sia imminente il ripristino), si è pensato bene di mettere tutti con le spalle al sicuro.
«Mancano i soldi». Lo spiega il presidente provinciale Andrea Benini. «Immagino - dice il presidente della Provincia - che il limite di velocità sia dovuto a motivi di sicurezza, come è stato fatto in tutta la provincia, anche se nel dettaglio bisognerebbe sentire il dirigente di riferimento. Ma di certo è così. La Provincia sta facendo il massimo e ha destinato quel poco che possiede e che incamererà con le vendite immobiliari in corso, al problema della viabilità. Un milione di euro, recuperati in un quadro fosco, che vede in un bilancio di 23 milioni, prelievi statali di 24. Il che è tutto dire. Abbiamo chiesto ai sindaci, per le strade dove non ci sono progetti, di segnalarci le emergenze per spendere questo milione entro l'anno per tutta la provincia. Nel frattempo i problemi di sicurezza ci impongono il limite di velocità».
Sos da imprese e artigiani. Una specie di tampone provvisorio, insomma, in attesa di lavori che tutti sperano arriveranno presto. Intanto è un tormento percorrere quei 20 chilometri. Lo hanno detto pure gli imprenditori e gli artigiani all'incontro di ascolto tenuto alla Cna di Castel del Piano pochi giorni or sono. E con loro, anche i privati hanno a che dire. «L'altro giorno sono partito da Castel del Piano e mi sono trovato l'auto della polizia alle spalle - racconta Giorgio Bonelli che percorre spesso quel tratto - Ho rispettato categoricamente il limite di velocità, mentre l'auto della polizia mi stava sempre dietro. In pochi minuti, avevamo creato una fila indecente di auto e mezzi pesanti. Ma io non ho mollato. Solo quando sono arrivato al cartello che segna 30 chilometri orari, però, non ho potuto proprio rispettarlo. Ma per fortuna niente multe, perché ho visto che anche tutti gli altri facevano come me. Impossibile superare, per chi rispetta il limite, fino al rettilineo dopo il bivio per Montalcino dove troviamo un cartello di 70 orari».
«Non si può andare avanti». «Il dissesto di quella strada e adesso anche il pesante vincolo dei limiti continui di velocità sul tratto tra la montagna e il bivio di Montalcino dovrebbe spingere chi di dovere a mettere le mani sul rifacimento della strada», dice Maurizio Pellegrini coordinatore della Cna. «Così sembrano aver promesso ultimamente in Regione, affidando a Cosvig il coordinamento dell'operazione. Certo è che così non possiamo andare avanti».
Pericolo animali selvatici. Non solo le buche. La strada del Cipressino è percolosa anche sotto un altro aspetto. «Il passaggio di cinghiali e caprioli - dice Pellegrini - provoca numerosi incidenti». Ma anche per cinghiali e caprioli ci si è messa la pezza. Un dissuasore acustico e luminoso avverte gli automobilisti della presenza di animali e gli animali del passaggio delle automobili, è stato sistemato nei pressi di Montenero d'Orcia dove c'è il passo di animali selvatici.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
