Il Tirreno

Grosseto

Muore in moto a 26 anni

di Francesca Gori
Muore in moto a 26 anni

Schianto sulla Scansanese: Marco Ponticelli lavorava alla gelateria Papeete

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SCANSANO. Sull’asfalto, dopo la curva di Pancole, non ci sarebbero segni di frenata. Come se il vento che Marco aveva tra i denti lo avesse spinto avanti. Non avrebbe potuto tirare i freni della Yamaha che cavalcava martedì pomeriggio, quando stava tornando verso Grosseto dove lo aspettava la sua compagna Olimpia. L’auto che si stava immettendo sulla strada il ragazzo non l’ha vista. Ha preso in pieno la fiancata ed è stato sbalzato dalla sella della sua moto. È finito una decina di metri più avanti: con lui c’era un amico che si è fermato subito. Poi è partito l’allarme al 118 e un’ambulanza è arrivata sulla Scansanese dove dopo è atterrato Pegaso per accompagnare il ragazzo alle Scotte.

Respirava Marco quando i sanitari lo hanno stabilizzato e a Pancole le lancette dell’orologio hanno cominciato a segnare quella corsa contro il tempo per salvargli la vita. Nello schianto aveva riportato un politrauma e aveva sbattuto violentemente la testa.

All’ospedale di Siena i medici hanno fatto di tutto per salvargli la vita, ma il cuore di Marco si è fermato. È stato ucciso, a 26 anni, probabilmente da un’emorragia interna.

La salma di Marco è ancora a disposizione della magistratura che potrebbe decidere di disporre l’autopsia.

La notizia della morte di Marco Ponticelli è arrivata come un fulmine a Grosseto dove il ragazzo, originario di Pitigliano, si era trasferito da poco per vivere insieme alla compagna Olimpia. Il ventiseienne da quattro anni lavorava alla gelateria Papeete in via dei Mille. Ieri il locale è rimasto chiuso per lutto. Aveva grandi occhi azzurri, Marco. E un sorriso inconfondibile, un sorriso argentino che metteva allegria al primo sguardo.

Qualche settimana fa, durante uno dei suoi giri in sella alla moto, il ventiseienne era tornato sulla Scansanese, una delle strade della provincia tra le più amate dagli appassionati delle due ruote insieme ad alcuni amici e uno di loro era scivolato per terra. Era stato Marco a soccorrerlo subito, a chiamare l’ambulanza, a stargli vicino e a fargli forza.

Era fatto così, il giovane centauro che fino a poco tempo fa viveva con la famiglia, con il babbo Aurelio, manutentore alle Terme di Saturnia e la mamma Luciana a Montemerano. Una famiglia di gente per bene, conosciuta e stimata da tutti, quella di Marco Ponticelli. Stimata e conosciuta a Montemerano come a Pitigliano, dove viveva ancora la nonna materna, Clara, e la zia del ragazzo.

Ieri, per tutto il giorno, si sono rincorsi i post e i saluti degli mici lasciati sulla pagina di facebook del ragazzo. Le immagini, quella di lui sulla sella della sua moto, con il casco ben calcato sulla testa e il sorriso sbarazzino di chi ha 26 anni e tutta la vita davanti. Vita che è finita dopo una curva su una delle strade più pericolose della provincia, dove il giovane centauro si è trovato davanti un’auto al volante della quale c’era un uomo di 57 anni di Scansano che nello schianto non ha riportato ferite gravi. I carabinieri della stazione di Scansano sono ora impegnati a ricostruire la dinamica dell’incidente mentre i familiari, la fidanzata e gli amici, aspettando di poter accarezzare di nuovo quel volto che metteva allegria anche soltanto a incrociarlo per caso per strada.

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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