Sicurezza
I pensionati: «Rivogliamo la nostra Coop»
Grosseto: a decine radunati davanti al market chiuso di via Inghilterra: chiedono certezze sui tempi della riapertura
GROSSETO. Quartiere dell’ospedale, supermercato Coop di via Inghilterra. È mattina, sono le 11 di ieri, e i residenti stanno arrivando a decine. Ci sono tanti anziani. C’è chi cammina con due stampelle e chi procede appoggiandosi al braccio di un’amica. Nessuno sente la fatica: si sono dati appuntamento per una questione importante. Chiedono a gran voce che venga riaperto – il prima possibile – il punto vendita nel quale hanno fatto la spesa per decenni. La Coop di via Inghilterra è infatti chiusa dalla sera del 26 ottobre perché il giorno dopo ha aperto, al Commendone, la nuova Ipercoop, galattica, da 28 casse. Nelle intenzioni di Unicoop Tirreno c’è quella di riaprire, dopo una ristrutturazione, lo storico punto vendita inaugurato nel 1984. Quando? Con quale superficie di vendita? Con quali prezzi? Ecco cosa vuole sapere chi abita nel popoloso quartiere. Da Vignale Riotorto, quartier generale di Unicoop Tirreno, non esce però uno spillo in più rispetto a quanto dichiarato a fine settembre.
Dove vado ora? Rompe gli indugi Claudio Pratini, pensionato: «Io abito a 50 metri, là – dice alzando una delle sue stampelle – Prima mi bastava scendere le scale, ma ora, dove vado a fare la spesa? Io non guido». Stando a quanto si mormora tra i dipendenti Coop, impegnanti a svuotare il vecchio supermercato per consentire il restyling, la riapertura è prevista tra fine gennaio e febbraio. La chiusura ha complicato la vita anche a chi anziano non è. «Vivo con mia madre – interviene Gabriella Vincivalli – E non ho la patente. Mi muovo con la bici: si immagina il disagio quando devo portare le bottiglie di acqua?». Tutti vogliono far sapere quanto la questione incida sulla qualità della loro vita. C’è Christa Hingst, Maria Palumbo, c’è Elvira Petri: «Io ho messo i soldi alla Coop – dice Elvira – come faccio?». Le chiediamo cosa intenda: «Che io pago con la carta Socio Coop – spiega – Dove la uso, adesso?».
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Vogliamo garanzie. «Per ora abbiamo sentito solo tanti “faremo”, e tanti “vedremo” – interviene Sabina Rombaldi e il riferimento è alle dichiarazioni di intenti espresse finora dai vertici di Unicoop Tirreno – Abbiamo sentito parlare anche dell’opzione di riaprire con l’insegna In-Coop e noi non la vogliamo. Si va verso l’inverno: perché non hanno valutato una chiusura a settori?». L’ipotesi In-Coop – cioè quei market di metratura ridotta rispetto ai punti vendita che hanno lo status di “super”– sembra non essere tramontata. Ieri, Unicoop Tirreno, mediante il proprio ufficio-stampa, comunicava che non ci sono novità sul progetto di ristrutturazione di via Inghilterra rispetto a quanto annunciato a fine settembre. E cioè: «Si conferma l’impegno a riaprire con un supermercato con superficie di vendita ridotta a circa 500 mq». Sarà In-Coop? Vedremo. Va da sé che alcuni articoli non ci saranno: e pensare che l’utilità che gli anziani trovavano nella loro vecchia Coop stava nella completezza dell’offerta: «Ci compravamo anche la piccola biancheria – dicono – e persino le scarpe».
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L’appello al sindaco. Qui, si vuole andare in fondo alla questione: «Vogliamo un incontro con il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – dice Giuseppe Coppadoro – C’è la sala della circoscrizione: riuniamoci lì». Messaggio inviato.
La proposta. In via Inghilterra si fanno anche proposte: «Io credo che questa Coop avesse bisogno di una ristrutturazione – dice Cristina Mambrini – Non hanno però messo in conto che i loro clienti sono anziani. Da Vignale Riotorto mi hanno assicurato che riapriranno, ma bisogna attendere i tempi tecnici. E allora perché intanto non organizzano un servizio navetta, da qui per il Commendone? Perché questi anziani non possono usufruire della favolosa nuova Ipercooop? Con tutti i clienti che Unicoop Tirreno ha, potrebbero organizzare anche un servizio di volontariato e una commessa dedicata a questa clientela anziana».
Il valore. Non c’è solo il problema della spesa “alimentare”. In via Inghilterra qualcosa si è spento. «Chiusi i battenti della Coop – dice Grazia Bozzi, giornalista in pensione – si è creato un vuoto sociale. La gente andava a fare la spesa, si fermava, si aggregava: socializzava. Ecco, questa luce oggi si è spenta». E questo forse è ciò che a lungo andare – più della busta di latte che manca in frigo – potrebbe incidere sulla vita di questa comunità.
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