Il dolore
Un castello da sogno aperto al territorio
Il legame dei principi Corsini con la Maremma e in particolare con Marsiliana è forte e profondo, costruito su rapporti umani indissolubili che si sono costantemente rafforzati in oltre due secoli di...
Il legame dei principi Corsini con la Maremma e in particolare con Marsiliana è forte e profondo, costruito su rapporti umani indissolubili che si sono costantemente rafforzati in oltre due secoli di storia. La storia di questo legame inizia a metà del 1700 quando la famiglia Corsini divenne proprietaria del castello di Marsiliana mostrando subito che l'intento era quello di utilizzarlo come risorsa del territorio. L'idea lungimirante fu quella di trasformare la struttura da castello di difesa in azienda agricola. Una tenuta che ha dato lavoro a oltre 700 operai nel momento di massimo splendore e l'impegno dei principi Corsini è stato costantemente caratterizzato dall'attenzione alle esigenze sociali dei lavoratori con l'istituzione di appositi spazi dedicati al dopolavoro ma anche alle esigenze familiari con strutture dedicate all'istruzione scolastica. Quando la riforma agraria degli anni '50 cambiò la situazione l'attenzione della famiglia Corsini verso il territorio non è mai venuta meno e non a caso il principe Duccio Corsini si è laureato con una tesi sulla storia dell'agricoltura a Marsiliana. È sufficiente andare a Marsiliana per rendersi conto dell'affetto, della stima e della riconoscenza che la gente nutre nei confronti dei Corsini. Tre anni fa venne festeggiata la fine dei lavori che interessarono il restauro delle sale della torre. Ci fu un’inaugurazione e nell'occasione il castello venne aperto per farlo conoscere e apprezzare anche alle nuove generazioni, quelle che non hanno conosciuto direttamente la storia e il legame tra i principi Corsini e Marsiliana ma che ne hanno sentito parlare come un pezzo di storia significativa di questa terra, una storia scritta intorno a quello splendido castello, il castello dei principi Corsini, simbolo di Marsiliana.
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