Il Tirreno

Grosseto

la rivoluzione delle partecipate

di Gabriele Baldanzi
la rivoluzione delle partecipate

GROSSETO. Domani Gabriele Fusini lascia l’incarico di amministratore unico di Sistema (società completamente partecipata dal Comune di Grosseto), ruolo che ricopre dal gennaio del 2014, dopo aver...

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GROSSETO. Domani Gabriele Fusini lascia l’incarico di amministratore unico di Sistema (società completamente partecipata dal Comune di Grosseto), ruolo che ricopre dal gennaio del 2014, dopo aver portato a fusione – nell’aprile dell’anno precedente – le tre società in house del Comune: Grosseto Parcheggi, San Lorenzo Servizi e Investia.

Non è bastato, a Fusini, aver lavorato tanto e bene negli ultimi tre anni e mezzo, raccogliendo elogi e stima bipartisan.

Con l’insediamento del nuovo sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, in una logica di spoil system, anche su questo superassessorato mette la bandierina il centrodestra. Fusini oggi saluta, traccia un bilancio del suo “mandato” e, tra le righe, qualche sassolino dalle scarpe se lo toglie.

Fusini, lei sarà ricordato come l’uomo della fusione tra le partecipate: come andò?

«Fu un’operazione condotta sotto traccia, con cautela, in cui credevo fermamente e nella quale mi sono impegnato per otto mesi, senza lesinare energie. La fusione delle tre società, con tutti i relativi passaggi attinenti gli accordi sindacali, le variazioni contrattuali di oltre sessanta dipendenti che arrivavano da tre diverse realtà, i necessari passaggi politici con le varie rappresentanze in seno al consiglio comunale, non generò malcontenti né frizioni di alcun tipo. Oggi posso dire con orgoglio di aver firmato un’operazione di ingegneria societaria, che, di fatto, ha anticipato gli effetti della riforma delle società pubbliche, da poco varata con l’approvazione del Testo unico sulle società partecipate e che mette al sicuro tanti posti di lavoro».

Può darci qualche numero per spiegare questa operazione?

«L’effetto più evidente della fusione, al di là del recupero di efficienza nell’erogazione dei servizi, è stato senz’altro il contenimento delle spese di personale e degli amministratori. Nel 2012 le tre società avevano speso complessivamente oltre tre milioni e duecentomila euro di personale; nel 2014, primo anno di Sistema, la spesa complessiva di personale si arrestò a due milioni e quattrocentomila euro. Infine nel 2015 c’è stato un lieve incremento solo perché la Società ha occupato del personale stagionale per la gestione diretta del campeggio La Principina».

Capitolo controverso, quello del campeggio. Ora lo gestite voi: come sta andando?

«Anche qui è necessario partire dal 2013, quando la situazione del campeggio, di proprietà Investia e poi di Sistema, era piuttosto complicata. Dal 2008 era stato dato in gestione a più soggetti, con scarsa fortuna. E nel 2013, quando entrai io, risultava gestito dalla società Cavour, che avrebbe dovuto riconoscere alla nostra azienda un canone di locazione di 465.000 euro annui. La società Cavour, però, lamentando la mancata adozione del piano attuativo del campeggio, che doveva essere predisposto dagli uffici del Comune di Grosseto fin da 2009, non intendeva pagare il canone, almeno nella misura pattuita dal contratto. La faccio breve: ci siamo ritrovati impantanati in un contenzioso con reciproche richieste di risarcimento. Nel giro di un anno siamo riusciti ad arrivare a una transazione col gestore, che ci ha rilasciato il compendio nel marzo del 2015. Oggi ci sono tutte le condizioni perché il campeggio possa essere messo sul mercato, in conformità al mandato datomi dal consiglio comunale. Infine voglio sottolineare come nel 2015 e nel 2016 Sistema si sia attivata per la gestione diretta della struttura, per salvaguardarne il valore commerciale. Con risultati lusinghieri».

Per quanto è esposta oggi la società Sistema?

«Più o meno otto milioni. Sono prevalentemente mutui ereditati ante-fusione. Le perdite delle società fuse invece le abbiamo tutte assorbite. Mi riferisco a partite di indebitamento deteriorate. Investia, per esempio, aveva maturato un pesante credito di circa ottocentomila euro con il precedente gestore del campeggio, la società Hidalgo di Follonica. Soldi che consideriamo persi. La San Lorenzo servizi, invece, è stata oggetto di una vera e propria due diligence antecedente la fusione, con la quale è stato portato a perdita un milione di euro di crediti non più esigibili. Non solo. La società aveva attivato una linea di credito autoliquidante di un milione e duecentomila euro, con tassi di interesse passivo piuttosto elevati, che generavano pesanti oneri finanziari. Tutto è stato rinegoziato. Oggi Sistema vanta un patrimonio superiore ai venti milioni di euro (campeggio, sede, archivio, teatro). In un apposito fondo di bilancio abbiamo prudentemente accantonato circa ottocentomila euro e il bilancio che ho chiuso al 30 agosto ci dimostra una riduzione ulteriore dell’indebitamento e un utile di bilancio anche per il 2016».

C’è un rammarico rispetto a ciò che non avete fatto negli ultimi anni?

«Più di uno. Per esempio il mancato assorbimento di Netspring, oppure l’allargamento di Sistema ad altri comuni della provincia, già peraltro deliberato dal consiglio comunale del capoluogo. E ancora il passaggio di tutta la pubblica illuminazione a led. Tre cose che volevo fermamente fare e che avrebbero prodotto ulteriori risparmi ed efficienza, oltre a mettere al sicuro posti di lavoro che a oggi sicuri non sono».

Perché queste tre cose sono saltate?

«La politica le ha dapprima condivise e poi rallentate. Non erano maturi i tempi, evidentemente».

Ci siamo dimenticati qualcosa?

«Sì, due parole per la vocazione sociale di Sistema. Abbiamo aggiudicato una lavagna tematica e una gita scolastica a due scuole, abbiamo ospitato tirocinanti, compiuto inserimenti sociali e lavori di pubblica utilità, dato lavoro a cooperative sociali della provincia che impiegano personale svantaggiato. Infine mi permetta di ringraziare chi mi ha dato fiducia, cioè l’ex sindaco Emilio Bonifazi e il consiglio comunale, il direttore Alberto Paolini e tutto il personale. Ho apprezzato anche l’atteggiamento di Vivarelli Colonna e dell’assessore Giacomo Cerboni, che si sono dimostrati dei signori, lasciandomi tutto il tempo necessario per gestire l’avvicendamento con Mauro Squarcia, a cui auguro buon lavoro. Lascio qui un pezzo di cuore e spero di aver servito con dignità e impegno i cittadini di Grosseto».

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