Il Tirreno

Grosseto

Viaggi beffa, l’ultimo patteggiamento

Chiusi tutti i processi per la titolare dell’agenzia Tabata accusata di truffe ai danni dei clienti

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GROSSETO. Finito. Ultimo processo. E ultimo patteggiamento. Per le vicende di “I Viaggi di Tabata” - l’agenzia di viaggi ormai da tempo chiusa - non ci saranno più procedimenti giudiziari.

Davanti al giudice Marco Mezzaluna si è chiusa ieri l’ultima pendenza con la giustizia per Cristina Licciardi, la titolare dell’agenzia accusata (a seconda dei casi) di truffa o di appropriazione indebita per non aver versato al tour operator le quote dei viaggiatori che si erano rivolti a lei per prenotare le vacanze. Una pena di 2 mesi e mezzo, in continuazione con le altre raccolte strada facendo, nel corso di poco più di un anno, a partire da quella iniziale da 14 mesi che aveva fatto da base per tutte le continuazioni successive (tra i due e cinque mesi). Fascicoli che non era stato possibile riunire in dibattimento perché le querele erano giunte separatamente e, a gruppetti, erano state avviate verso il Tribunale.

Ieri il pm Alessandro Leopizzi (in aula la viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo) aveva portato davanti al giudice i casi relativi a clienti di Grosseto e di Isola del Giglio, risalenti ai primi giorni del marzo 2014. Quattro prenotazioni una crociera nei mari del Nord Europa con Costa Crociere per 1.300 euro e 890 euro: un contratto che non era andato a buon fine, aveva sostenuto l’accusa, perché a Licciardi la compagnia aveva ritirato la delega a operare già dal settembre 2013. Truffa in entrambi i casi.

Appropriazione indebita, invece, l’accusa contestata dalla Procura in relazione al versamento di 2.800 euro da parte di quattro gigliesi che pensavano di poter fare un soggiorno a Zanbibar con il relativo viaggio aereo: denaro (2.800 euro) che non sarebbe mai stato versato. Bangkok era invece la destinazione di un altro cliente gigliese che aveva versato 2.288 euro per tre persone. E infine, Licciardi avrebbe trattenuto i 400 euro per tre biglietti per l’Ecuador di una donna di quella nazione.

Quando anche quest’ultima sentenza diventerà definitiva, l’avvocato Rossella Mozzillo potrà chiedere l’affidamento in prova della sua assistita. È questo l’ultimissimo capitolo della vicenda giudiziaria, un passaggio imprescindibile visto che da un certo momento in poi usufruire dei benefici della sospensione della pena non è stato più possibile.

(p.s.)

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