Il Tirreno

Grosseto

Per Fondazione taglio di 20.000 euro

di Francesca Ferri

Il Comune abbassa il contributo: per Museo di Storia naturale, Istituto musicale Giannetti e Clarisse Arte solo 360.000 euro

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GROSSETO. La cultura deve accontentarsi delle briciole. E anche quelle, ogni anno che passa, sono sempre meno. Il 26 ottobre con la determina dirigenziale 1599 il settore ritorse finanziarie cultura e sport ha stanziato il contributo annuale che il Comune di Grosseto darà per l’anno 2016 alla Fondazione Grosseto Cultura. Sono 360.000 euro, 30.000 in meno rispetto a quelli chiesti dalla Fondazione nel programma di sviluppo presentato in previsione del contributo e 20.000 in meno rispetto al 2015.

Tra costi vivi della struttura e programma culturale, la Fondazione avrebbe avuto bisogno di 390.000 euro, che sono già briciole rispetto all’ammontare previsto nell’atto di indirizzo del 2008, anno di nascita della Fondazione, che il Comune aveva fissato in 600.000 euro. Quei soldi non sono mai arrivati. Il primo anno il Comune di Grosseto ne stanziò 500.000, poi 450.000 e poi giù giù, a scalare, ogni anno, fino ai 280.000 del 2015.

Con un percorso inversamente proporzionale, però, la Fondazione è cresciuta nel cuore e nelle abitudini dei grossetani e sono aumentati i servizi offerti alle famiglie attraverso le tre istituzioni cui fa capo: l’Istituto musicale comunale Palmiero Giannetti, al quale sono iscritte decine e decine di bambini e ragazzi; il Museo di storia naturale della Maremma, punto di riferimento scientifico per il territorio e fonte di divulgazione con incontri, conferenze, iniziative; Clarisse Arte (ex Cedav), che dal Centro di documentazione delle arti visive del Comune di Grosseto, con un piccolo ufficio e una piccola sala espositiva, adesso è un’istituzione complessa con una vasta struttura espositiva, un deposito di opere d’arte, mediateca, biblioteca, archivio e sala conferenze. In Fondazione lavorano direttamente quattro dipendenti, tra i quali i tre direttori delle tre istituzioni, e indirettamente 50 collaboratori.

Per quest’anno la Fondazione aveva bisogno, solo per il programma culturale, di circa 100.000 euro. Segno che per le spese di gestione della struttura, ovvero la sede in piazza Cavalieri e gli stipendi dei dipendenti, servono 290.000 euro.

Insomma, per i servizi ai cittadini, che sono la ragione per la quale la Fondazione esiste, rimangono appena 70.000 euro. E il bilancio, tra l’altro, si riferisce a un anno ormai già finito, con la maggior parte delle iniziative realizzate.

Altre entrate, oltre ai fondi comunali, sono racimolate con il tesseramento dei soci (la tessera costa 30 euro all’anno e dà diritto a sconti sulle iniziative, per un totale di qualche migliaio di euro all’anno), mentre la scuola di musica può foraggiarsi anche dalle iscrizioni e il Museo di storia naturale dai biglietti. Vi è poi il contributo dei soci privati.

I soldi non sono però l’unica cosa che manca. In questo periodo la Fondazione è senza presidente. Dopo le dimissioni di Giuseppe Chigiotti, presentate a fine ottobre, la Fondazione è in attesa che sia convocata l’assemblea dei soci, alla quale partecipa anche il Comune, come socio di maggioranza. Ed è proprio al Comune che spetta nominare il nuovo presidente, ruolo manageriale che ha principalmente l’incarico di reperire risorse extra (da bandi pubblici e sponsor privati) per arricchire il plafond della Fondazione e consentirle di offrire ancora più servizi ai cittadini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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