Sicurezza
Nell’ex industria, tra lattine ed escrementi
Il giorno dopo l’inizio della festa ancora musica e gente assonnata. Ieri in serata attestate 500 persone
ORBETELLO. Il cancello della Sipe Nobel è spalancato come in un giorno qualunque. Da domenica però dentro la fabbrica dismessa nella quale si dava vita alle cariche esplosive c’è un rave party, un raduno di giovani che si sono dati appuntamento da tutta Italia per trascorrere notti bombardati da musica assordante.
La notte è stata lunga. Chi abita nelle vicinanze non ha riposato: troppo alto il volume del tam tam che ha risuonato fino all’alba e anche oltre. Sono passate da poco le 14.
Dentro la Sipe Nobel si sente il canto degli uccellini, la fabbrica è immersa nella macchia mediterranea: olivi, lecci e decine di altre piante. La musica che durante la notte era assordante adesso ha toni più bassi. Si sente in lontananza, guida coloro che stanno entrando alla spicciolata verso il punto del ritrovo.
La strada è asfaltata, fa caldo. Alcuni ragazzi la percorrono in senso contrario, salutano dando il buongiorno. Per alcuni forse il giorno è appena iniziato. La notte l’hanno passata alzati a ballare, a divertirsi in un modo che non da tutti è capito. In una stradina laterale si vede un fuoristrada parcheggiato in mezzo agli olivi, ai suoi piedi un grosso sacco a pelo.
Qualcuno sta dormendo, si sta muovendo sotto i sacchi a pelo. Altri stanno andando via, in auto, altri a piedi. Fra la fitta vegetazione si sente parlare in lontananza, non si vede nessuno, solo le voci.
I ragazzi sono in giro, come se fosse una scampagnata. Invece sono dove non dovrebbero essere: nessuno ha dato il permesso di fare quello che stanno facendo. Eppure sembra che a nessuno importi.
La musica si fa più forte, ci stiamo avvicinando al palco, al centro di tutto. Alcuni ragazzi e ragazze sono seduti sull’asfalto, parlano, bevono. Altri sono in piedi sul ciglio della strada, mangiano una pizza. Altri ancora fumano appoggiati alla portiera di una macchina. Alcune auto sono parcheggiate lungo la via, dentro ragazzi che dormono, il viso stanco di chi non ha dormito. Saliamo ancora.
Adesso la musica è più forte. Si intravede il grosso muso di un tir. Sembra di essere in una zona in cui si è appena allestito un concerto. Il tir è lucente. Dentro ci sono dei ragazzi, stanno parlando, ridono rilassati. In uno spiazzo il centro di tutto. Tende e pali allestiti, casse gigantesche, gente che cammina, si prepara forse per la notte. Lungo la via che sale, fra la vegetazione, sono state allestite tende da campeggio. Sono chiuse, forse dentro qualcuno sta dormendo. Ci sono dei camper. Un ragazzo sta dando da bere al suo cane.
Ci incamminiamo verso l’alto. Da lì si gode di una vista unica, Orbetello, la laguna placida illuminata dal sole. Anche qui incontriamo altri giovani, salutano.
La Sipe Nobel è stata invasa da ragazzi che hanno un modo di divertirsi che non tutti comprendono. Nei rave c’è lo sballo, il fumo, la droga. A camminare fra quelle stradine, a vedere i ragazzi distesi al sole, tutto sembrerebbe apparentemente normale. Quelle viuzze che fino a poche ore fa erano incontaminate però ora hanno conosciuto la civiltà. O meglio, l’inciviltà. Escrementi, lattine di birra, carta, bottiglie. Tutto abbandonato a bordo strada, fra i cespugli.
La Sipe Nobel è stata violata. Ieri in serata erano attese centinaia di giovani. In tarda serata la situazione era comunque stabile. All’interno della Sipe Nobel si contavano circa 500 persone. I carabinieri della compagnia di Orbetello continuano a vigilare e controllare. Sono state identificate 60 persone, alcuni mezzi in sosta e in transito sono stati controllati da personale in borghese lungo l’Aurelia. Massiccia la presenza sul territorio delle forze dell’ordine. Forse stamani tutto sarà finito e Orbetello Scalo potrà tornare a dormire e alla sua routine.
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