Gioco
«Intorno a quelle acque la vita di una comunità»
I Rangers, nel corso degli anni, hanno perso qualche elemento, ma non la voglia di stare insieme. «Stiamo organizzando - spiega Luciano Bosi - una cena per il cinquantesimo anniversario e abbiamo...
I Rangers, nel corso degli anni, hanno perso qualche elemento, ma non la voglia di stare insieme.
«Stiamo organizzando - spiega Luciano Bosi - una cena per il cinquantesimo anniversario e abbiamo anche fissato un ordine del giorno, come nelle riunioni serie. Si parlerà del nostro rapporto col fiume, dei personaggi che allora gravitavano intorno all’Ombrone e di alcune proposte che riguardano la sua messa in sicurezza».
«La differenza tra noi e i grossetani, nel rapporto con l’Ombrone, è molto semplice», sono parole di Luciano Bosi. «I grossetani sono gente di mare, il fiume lo temono, lo vedono come un pericolo e non gli piace. Gli istiani sanno che l’Ombrone non arriverà mai quassù e il fiume lo amano e lo vivono».
Quando ragionano dell'alluvione Bosi e Cipriani fanno riferimento a personaggi che hanno caratterizzato Istia d’Ombrone negli anni Sessanta e Settanta: il Belli che si faceva fare i massaggi dall’acqua alle Correntine, oppure Vinicio Donati, l’uomo che ha insegnato a nuotare a un'intera generazione: «Era l’unico che scendeva in profondità e ogni tanto portava su qualche proiettile che i tedeschi avevano buttato nel fiume durante la ritirata»).
E ancora Aldo Sandri detto Gallina, che tutti i corsi d’acqua, anche quelli che vedeva in televisione, li chiamava Ombrone.
«Il rapporto tra noi e il fiume non si guastò con l’alluvione», riprende Cipriani. «Anzi.. Mi ricordo che nella primavera-estate del 1967 ricominciammo a fare quello che avevamo sempre fatto: il bagno e i tuffi a bomba ai Muraglini, i giri nel barchetto del maestro di pesca Livio Agostini (l’unico che prendeva i pesci al chiocco, senza neppure bisogno dell’esca) e tante altre attività».
«Approfittando dell’occasione che ci offre Il Tirreno – concludono i Rangers guardando anche al presente e al futuro – vorremmo fare anche qualche proposta alle istituzioni competenti»
La prima «riguarda l’ex centro canottaggio sull’Ombrone. Si tratta di una struttura molto grande che si affaccia sul fiume, adiacente proprio al parco. Oggi è abbandonata e fatiscente. Noi suggeriamo di riportarla all’originale funzione: bar, ristorante, canottaggio, palestra, campi da tennis. Istia potrebbe diventare così una delle tappe del percorso in canoa lungo l’Ombrone».
Poi una questione molto seria. «La seconda proposta è un sollecito: non si possono più rimandare le opere di difesa e messa in sicurezza di Istia Ponte».
Infine «l’area Muraglini - Sassi Bianchi. Qui l’artista Rodolfo Nofri immaginò anni fa di realizzare una scultura che rappresentasse Ombrone che abbraccia Ninfa. Un’opera di difesa idraulica dei Muraglini potrebbe a nostro avviso coniugarsi con l’idea di una scultura a tema». (g.b.)
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