Proteste
Il paese intero si mobilitò per Grosseto
L’alluvione del 4 novembre 1966 a Grosseto se lo ricordano bene anche nei paesi della provincia. A Roccastrada per esempio. E non solo perché quel novembre si allagò, già dal pomeriggio del 3...
L’alluvione del 4 novembre 1966 a Grosseto se lo ricordano bene anche nei paesi della provincia. A Roccastrada per esempio. E non solo perché quel novembre si allagò, già dal pomeriggio del 3 novembre, la piana del Madonnino e le campagne intorno a Sticciano. Da qui – nei giorni successivi – furono organizzate colonne per aiutare i grossetani in difficoltà. Tra i volontari c’erano due giovanotti (Ezio Vecchioni e Libertario Lanzoni) che già la mattina del 5 scesero a Grosseto con i camion del Comune per andare a spalare, insieme agli operai dell’ufficio tecnico. Il prete roccastradino, don Biagio Bailo, dette invece la disponibilità per ospitare una dozzina di vecchi ricoverati nella commenda di Grosseto, che furono poi trasferiti a Roccastrada, al Geriatrico, nel pomeriggio di domenica 6 novembre. «Sabato 5 novembre – racconta Mario Amerini – la struttura per anziani fu arredata per gli ospiti. Arrivarono i camion con letti, materassi, comodini per gli anziani trasferiti. Dalle 18 fino all’una di notte io e altri coetanei, tra cui Fernando Santoni e Sergio Tuliani, allestimmo in fretta e furia quattro stanze dell’istituto geriatrico di Roccastrada, che era stato inaugurato appena due mesi prima, l’8 settembre. Le stanze erano ancora completamente vuote. C’era anche l’ascensore, che rappresentava una novità tecnologica non da poco per quei tempi. Eppure fu dura lo stesso. Così facendo, però, ci sentimmo tutti in qualche modo vicini a chi in quel momento stava vivendo un dramma». (g.b.)
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