Il Tirreno

Grosseto

Il futuro dell’ippodromo spacca il Pd

di Paola Villani
Il futuro dell’ippodromo spacca il Pd

Pecorini bacchetta i suoi perché discutono dei progetti sui social network e non nelle sedi della politica. De Luca ribatte

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FOLLONICA. Il futuro dell’ippodromo spacca la maggioranza.

Dopo la sentenza del Tribunale di Grosseto di alcuni giorni fa, che ha messo fine alla vicenda giudiziaria relativa alla compravendita delle 167 foresterie del centro ippico sulla Sarzanese, i politici, sia delle forze di governo che di opposizione, hanno detto la loro opinione sul futuro dell’impianto sportivo. Si tratta soprattutto di proposte sull’utilizzo di quella mega struttura che oggi, a causa della crisi dell’ippica, si anima per pochi giorni all’anno.

A scatenare l’ira di alcuni componenti della giunta di Andrea Benini sono state le dichiarazioni non tanto delle minoranze, quanto di partiti di governo – Psi e Gente di Follonica – e soprattutto del presidente del consiglio comunale, Francesco De Luca, esponente del Pd. L’opinione condivisa dai due schieramenti e dal democratico è che quell’area debba necessariamente essere trasformata in altro, o meglio, in un parco divertimenti di grandi dimensioni.

È una proposta quella del parco divertimenti che non tiene conto dei molti passaggi burocratici che servirebbero per farla diventare realtà: in ballo c’è ancora una convenzione per cui la destinazione d’uso di quell’area resta strettamente legata all’ippica.

Ruolo della politica è quello di studiare progetti che superino l’oggi per rendere migliore il domani. I pensieri della lista civica Gente di Follonica e dei socialisti sono diventati note stampa e post sui social network.

Ad arrabbiarsi con i suoi è il vicesindaco Andrea Pecorini che esprime il suo disappunto non nelle sedi politiche ma proprio su Facebook. «È molto incoraggiante leggere sui social network che ci sono proposte da parte di partiti di maggioranza sul futuro dell’ippodromo – scrive – Discussioni così importanti per la nostra città fanno capolino in rete senza una discussione nelle sedi preposte». È una freccia scagliata contro i compagni di governo, non verso le minoranze: ed è subito bagarre.

Il primo a sentirsi chiamato in causa è il presidente del consiglio De Luca che ha risposto al vice sempre dalla Rete. «Ritengo non ci sia niente di male ad avanzare sui social network proposte e stimolare discussioni, soprattutto in tempi di scarsa partecipazione nelle sedi politiche - ha scritto - Suggerire percorsi possibili in rete, a mio avviso, non esclude il confronto in sede politica o istituzionale. Anzi, a volte lo stimola e lo arricchisce».

De Luca non si è fermato alla sola risposta a Pecorini: poche ore dopo quella dichiarazione ne ha lasciata un’altra stavolta nella sua bacheca personale. «Ritengo che i social (network) rappresentino un importante mezzo di inclusione democratica della comunità. Con questo, da iscritto, finanziatore e amministratore, non metto certo in discussione i processi politici e istituzionali, ma ritengo che dove c’è una comunità che dialoga su proposte, lì c’è la politica nel suo senso più alto. Il dibattito è aperto, cari colleghi, compagni e amici».

Insomma, ancora una volta e pubblicamente, De Luca porta avanti la sua idea, in barba a quanto affermato dal suo vicesindaco. E non è finita qua: a commentare la vicenda sempre sui social è anche l’assessore all’ambiente Mjriam Giorgieri che dà ragione al suo collega di giunta. «Mi piacerebbe – dice – che la politica si riappropriasse dei propri luoghi di confronto. Questi luoghi non possono essere la Rete, il cui utilizzo deve essere potenziato per il confronto con cittadini e società civile. Le fughe in avanti, se non precedute dalle discussioni politiche rischiano di essere vetrine poco produttive».

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